PENSIERO MERIDIANO

La relazione uomo-natura tipica dell’Antica Grecia è stata frantumata dalla tradizione giudaico-cristiana che trasforma un’armoniosa relazione uomo-natura in una drammatica opposizione..

Il cristianesimo infatti, sostituisce ad un’armoniosa pacifica e soddisfatta relazione con la natura, finalizzata a lasciar emergere e godere di quanto di bello la natura può offrire, un rapporto di ostilità con la stessa, che produce sofferenza; questo perchè solo se e quando la vita è dura, aspra, crudele la sua cifra diventa quella della mera attesa della fine del tempo, in un insoddisfacente presente la sopportazione delle cui miseria eleva lo spirito. In tale dimensione di conflitto permanente con la natura, quest’ultima non può che essere ridotta ad un oggetto di dominio e da dominare soltanto.

Al fine di espandersi nel mondo antico il cristianesimo si è ellenizzato, ma tale ellenizzazione non è altro che una sorta di cavallo di Troia finalizzato all’introduzione nel mondo del suo portato, ovvero quello di introdurre nel mondo classico due concetti mai congiunti fino a quel momento, quelli di STORIA e di CASTIGO.

In conseguenza di ciò si colloca allora una dimensione caratterizzata da un rapporto di ostilità con l’ambiente, una dimensione in cui l’uomo dice “no” al mondo, dove risiedono mancanza di moderazione, oscurità, vendetta, ovvero quello che proporrei di chiamare come PENSIERO DELLA DISMISURA.
Il dominio del cristianesimo sulla natura diventa così un viatico per un altro tipo di dominio su di essa, quella dei popoli del nord, che non hanno esperienza di amicizia con la natura e che assimilando un sud cristianizzato vi troveranno una formidabile sponda per la prosecuzione e l’accrescimento del dominio sulla natura, al contrario della forma mentis mediterranea localizzabile in paesi quali la Francia, l’Italia e la Spagna. Luoghi in cui è possibile dire “sì” al mondo; luoghi in cui risiedono moderazione, armonia e bellezza.

Si formano così quelle visioni antipodi tra “Ideologia tedesca”, al nord,, con quella idea di dominio dell’uomo sulla natura e sull’uomo stesso da una parte, per contro a quella Mediterranea, da cui la definizione di “Pensiero meridiano”, la cui eredità è sperperata dalla Chiesa che ha messo l’accento sulla storia a detrimento della natura distruggendo così in sè stessa un limite. Il mondo è così proiettato verso una totale mancanza di moderazione conseguente proprio a questo dominio della storia sulla natura.

Una moderazione intrisa di sole, luce, armonia mediterranea che crolla sotto i colpi martellanti della hybris della storia ora viceversa intrisa di oscurita e freddo, del nord.

Quell’orribile mondo che tutt’ora sopravvive e vegeta intriso di manipolazione scientifica, tecnologica quanto di ideologie tanto politiche quanto religiose ma tutte accomunate dall’irruzione nel tempo di quell’osceno concetto di STORIA

PENSIERO MERIDIANOultima modifica: 2020-05-19T02:47:13+02:00da allan11
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