L’IPERREALTA’ DELLA SESSUALITA’ “LIBERATA”

Non resta più nulla dell’ambivalenza della produzione simbolica dell’inconscio nelle figure delle “macchine desideranti” se non la paranoica prospettiva dell'”esplosione” di una rivoluzione ma che nella realtà è stata solo una *implosione*.

Declinazione, poi, di quell’altro incubo che è il “cogito” cartesiano, sorta di ononanismo, orgasmo solitario con cui si cerca di rimarginare l’intima ferita narcisistica, di colmare il vuoto dell'”umiliazione cosmologica”, direbbe Freud, che è all’origine del “soggetto paranoico della civiltà”, fondamento essenziale della scienza, che per salvare l’Io, nell’infinito della propria centralità, unità, soggettività, si ricostruisce fantasmaticamente come processo residuale permanente della rivoluzione scientifica.

Così, oggi, anche questo “desiderio”, non è tanto un criterio, un tramite per la conoscenza del mondo, quanto piuttosto uno specchio nel quale il soggetto si riflette, securizzandosi sulla propria realtà, sulla propria centralità, sulla propria unità soggettiva come origine, come causa, come essenza e conoscenza di un se stesso.

*Implosione*, eufemisticamente declinata come “théories flottantes”, teorie fluttuanti, fluide, ondulatorie, ma che son solo implosione del soggetto, perdita, mancanza a essere in una melassa languida e appiccicosa, sopraffatto da un oceano di simulacri, feticci, ombre che hanno sostituito il reale con le sue gigantografie.

Implosione della dialettica, della sessualità, del soggetto, della politica…sostituito da ectoplasmi fantasmatici e kitsch : specchi solo vuoti, come questo sesso, appunto, involuto e scomparso nell’iperrealtà della sessualità “liberata”

Tutte quelle produzioni fantasmatiche che costituivano il nocciolo delle rivendicazioni sessantottesche fanno ormai parte della più serena logica di razionalizzazione capitalistica e sono oramai inserite come punti fermi del programmi “Progressisti” dell’Impero stesso come rigenerazione e ricarica di sacralità dei simulacri dell’autorità e del potere : trasgressione, liberazioni varie del corpo, del sesso, delle donne e della creatività, poi, pattumiera per eccellenza del ciarpame umanistico dell’ultimo rachitismo culturale e mentale più “à la page”.

Implosione che non è neppure una fenomenologia surrealista del non-senso del mondo (la scelta del non-senso), ma quella dell’assenza di senso (chi da senso, a che cosa ?) “processo senza soggetto né fine”.

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L’IPERREALTA’ DELLA SESSUALITA’ “LIBERATA”ultima modifica: 2019-01-23T00:31:01+01:00da allan11
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