ANALIZZIAMO IL FENOMENO

Un uomo, una donna, l’amore; essi s’uniscono, hanno un figlio. Per lo spirito-capitale è un crimine, perché è un atto libero. Hanno ottenuto un essere, considerato dai sostenitori della dinamica del capitalismo, come un oggetto, un prodotto, ma senza pagare nulla. Invece domani non si accoppieranno piú, bensí compreranno in comune un embrione. A seconda delle loro risorse finanziarie, potranno procurarsi un genio o un cretino. Il vantaggio è che potranno sempre reclamare, se il prodotto non corrispondesse a ciò che desideravano quanto a sesso, colore degli occhi, QI, etc. Inoltre, la separazione dei sessi sarà pienamente possibile […] poiché sarà possibile, allora, far proseguire lo sviluppo dell’embrione in vitro. Per far trionfare la generazione artificiale, remunerativa e creatrice di posti di lavoro, si utilizzeranno effettivamente tali argomenti. Si invocherà il beneficio dell’asepsi integrale, la possibilità di eliminare le tare. Ciò ha per corollario la necessità di dimostrare che ogni essere umano è normalmente tarato (a meno che non intervenga la scienza). La tara medica sostituirà il peccato originale, e il cristianesimo verrà cosí salvato. I preti potranno occuparsi del loro gregge artificiale. Meglio ancora, si mostrerà, come viene già fatto […] che la sessualità è pericolosa, che ogni contatto è rischio patogeno. Da lí, tutta l’esaltazione mercantile dell’AIDS, delle malattie sessualmente trasmissibili. Al limite, essere naturali non potrà (come già hanno scritto gli autori della fantascienza, cfr. Défense de coucher per esempio) che generare disgusto, da cui il tuffo forzato nella virtualità […]. Se non ci sono piú contatti, tutto può essere protetto, ma l’Homo sapiens sarà spogliato della sessualità, come tende a esserlo del pensiero grazie al computer. Cosí come di tutti i rapporti intraspecifici (Camatte 1991).
LA PERDITA DEL MONDO DELLA CARNE
Liberazione delle forze produttive, liberazione delle energie e della parola sessuale: stesso combattimento, stessa avanzata di una socializzazione sempre piú potente e differenziata […] La trafila della produzione porta dal lavoro al sesso, ma cambiando di binario: dall’economia politica al libidinale (ultima acquisizione del ’68) vi è la sostituzione di un modello di socializzazione violento e arcaico (il lavoro) con un modello di socializzazione piú sottile, piú fluido, ad un tempo piú psichico e piú vicino al corpo (il sessuale e il libidinale). Metamorfosi e svolta dalla forza lavoro alla pulsione (Baudrillard 1977a: 73–74).

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MARXISTI ANTIMODERNI SUL SESSO LIBERATO
Ormai non si dice neppur piú: «tu hai un’anima e bisogna salvarla», ma «tu hai un sesso e devi trovarne il buon uso», «tu hai un inconscio e bisogna saperne godere», «tu hai un corpo e bisogna saperne godere», «tu hai una libido e bisogna saperla spendere», ecc. ecc. Questa costrizione di liquidità, di flusso, di circolazione accelerata dello psichico. del sessuale e dei corpi è la replica esatta di quella che gestisce il valore mercantile: bisogna che il capitale circoli, che non abbia piú gravità, punto fisso, che la catena degli investimenti e reinvestimenti sia ininterrotta, che il valore si irradi senza sosta ed in tutte le direzioni. E questa è la forma stessa della realizzazione attuale del valore. È la forma del capitale; e la sessualità, la parola d’ordine sessuale, il modello sessuale, è il modo della sua epifania al livello dei corpi (Baudrillard 1977a: 77).
Voglio riferirmi alla cosiddetta liberazione sessuale di cui tanto si blatera sulla stampa di ogni bandiera, senza mai tenere conto che essa progredisce non già in ragione dello schiamazzo e della problematizzazione che se ne fa al riguardo, ma come effetto inevitabile dello sviluppo del capitale. […] Tutto ciò premesso, non posso che valutare con favore la vostra lotta per la diversità sessuale, la quale asseconda l’ordinato movimento di antropomorfizzazione del capitale. Esso, come ben sai, ha avuto bisogno di mercanzie sempre diverse e sempre rinnovate. E la sua voracità continua, richiedendo ora una merce umana à la page, ciò che significa, nell’ambito che abbiamo indagato, l’immissione di nuovi modelli di mercanzia sessuale nel mercato dei comportamenti. Sí alla valorizzazione della devianza, di ogni devianza. Sí alla creazione indefessa di nuove devianze. Continuate compagni, ma con rigore (Collu 1977: Lettera IV).
Chi vive con lo stesso perirà dello stesso. L’impossibilità di scambio, di reciprocità, di alterità, secerne quest’altra alterità invisibile, diabolica, sfuggente, questo Altro assoluto che è il virus, lui stesso fatto d’elementi semplici e di una ricorrenza infinita. Noi siamo in una società incestuosa. E il fatto che l’AIDS ha toccato prima gli ambienti omosessuali o drogati attiene a questa incestuosità dei gruppi che funzionano in circuiti chiusi (Baudrillard 1977b).
Perché, a partire dal momento in cui si rimette in causa l’eterosessualità, limitare la sessualità a un rapporto uomodonna, donna-donna, uomo-uomo, e questo a diverse età (dunque pederastia e pedofilia)? Ci possono essere anche zoofilia, necrofilia, coprofilia ecc. Se si considera logico che degli omosessuali si sposino tra loro (negando in tal modo quella rottura col sociale che il loro legame in origine comporterebbe) e che ci siano chiese per omosessuali come M. Mieli precisa a pag. 87 del suo libro, perché non dovrebbero esserci anche matrimoni fra uomini o donne e animali, che sarebbe un modo per superare l’antitesi natura cultura sul terreno di quest’ultima? […] Con ciò, non ritengo certo che ogni qual volta si fa all’amore si debba pensare o si pensi alla procreazione, ma essa non dev’essere un possibile da realizzarsi solo quando lo vogliamo. Se si dissocia, sarà difficile vivere al momento voluto tutta la dimensione specifica, paleontologica e cosmica dell’atto sessuale che si sviluppa nello sfociarsi-aprirsi procreativo. […] Il pericolo di una riduzione a particelle neutre è molto reale, poiché
da diversi orizzonti si propone in definitiva di sopprimere la procreazione (che permetterebbe una liberazione completa della donna e dell’amore). […] Ma in che cosa il non procreare, partorire, allattare, potrebbe essere una manifestazione positiva? Questa liberazione-emancipazione è una spoliazione, una riduzione dell’essere umano a semplice supporto di diverse funzioni che gli si possono innestare e che egli potrebbe manipolare al di fuori di lui… […] Emancipazione-liberazione è un processo interno al capitale […] La dinamica della liberazione è quella della frammentazione; la liberazione sessuale è la polverizzazione dell’amore in quanto processo totale della vita umano-femminile […] essere contro la procreazione è come essere contro il lavoro; è voler essere finalmente spossessato della vita e dell’attività; il capitale che tende in definitiva a realizzare una comunità senza esseri biologici umani e senza attività biologica umana (Camatte 1978: 61–62).
Una società industriale non può esistere se non impone certi presupposti unisex: il presupposto che entrambi i sessi siano fatti per lo stesso lavoro, percepiscano la stessa realtà e abbiano, a parte qualche trascurabile variante esteriore, gli stessi bisogni. Ed anche il presupposto della scarsità, fondamentale in economia, è logicamente basato su questo postulato unisex (Illich 1982: cap. 1).

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ANALIZZIAMO IL FENOMENOultima modifica: 2017-11-17T13:14:44+01:00da allan11
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