Declinazioni del desiderio

Ironia & Malinconia

Secondo Friedrich Schlegel l’ironia indica il rapporto di inadeguatezza tra l’infinità dell’artista creatore, concepito come soggetto assoluto, e la finitezza dell’opera d’arte e del mondo fenomenico in cui essa si pone. In Schlegel il concetto viene a indicare, più in generale, l’atteggiamento di chi, comprendendo il carattere relativo degli aspetti finiti dell’esistenza, coglie l’incomparabile superiorità dell’infinito che è in sé.
Analogo discorso per la malinconia, in quanto il “desideratum”, che è sempre altro, ulteriore senza fine dove risiede la nostra “realtà fondante” di questa nostra relazione con qualcosa di invisibile che chiameremo Inconscio, se psicoanalisti, Dio, se preti, Essere se filosofi, o ancor più semplicemente Infinito, come Schlegel, appunto.

In entrambi, quindi, è questa eccedenza di valore mai raggiunto che si origina ora l’umorismo ora quella “malinconia dell’indefinito” (E. Block) che….come dice il bel Riccardo a metà di questa canzone “…è quello che ti resta quando il mondo non ti basta…” 🙂

Verità & Bene

Il desiderante cerca l’altro da sè in Verità, cioè nella realizzazione del persistere di una relazione in cui ha luogo non solo la comunione con un altro (e con gli altri), ma indissolubilmente con il Bene, unico orizzonte di respiro adeguato per una convivenza non murata nella dualità esclusiva (leggi “corna”:)
Intrinseca vocazione del desiderio al Bene che, lungi dall’essere relativista, è un assoluto anche per il suicida, che attraverso quella negazione alla vita vuole raggiungerlo in quel grembo di pace eterna a cui aspira e che tale è anche per lui.
Relativo è, appunto, come raggiungerlo il Bene, ma non il Bene stesso !

Declinazioni del desiderioultima modifica: 2015-08-14T01:01:33+02:00da allan11
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