Transfert & Desiderio

Il desiderante cerca l’altro da sè in Verità, cioè nella realizzazione del persistere di una relazione in cui ha luogo non solo la comunione con un altro (e con gli altri), ma indissolubilmente con il Bene, unico orizzonte di respiro adeguato per una convivenza non murata nella dualità esclusiva.

Se quindi solo nell’esperienza del Bene, come nel transfert psicoanalitico incarnato in un altro da sé,  troviamo salvezza dall’angoscia dell’abbandono, il Bene  ci precede e appare come origine stessa dell’essere da cui scaturisce la vita, senza con questo voler suffragare una ottusa “regressione al liquido amniotico” che, anzi, è ancora parte integrante di detta patologia tetico-ossessiva.

Prova quindi ne è il persistere del mondo e della vita nonostante metafisiche tragiche o nichiliste e il suo perdurare senza essere travolto dal nulla o dalla distruzione del Male.

Vi è quindi un Bene che supera tutto questo !

Un Bene che solo è in grado di curare tutte le ferite della psiche !

Freud lo chiamava *Transfert* ma è solo la saggezza e profondità del desiderio che risiede nella Verità, l’unico in grado di scalzare scardinandolo le difese di desideri regressivi e patologici grazie a un Bene ritrovato, a una nuova “lison amoureux” compensatrice di un abbandono, a un non-avvolgente, che l’ha preceduta.

Solo il Bene guarisce perché solo il Bene salva il modo di essere, esser-ci, autentico della persona.


Transfert & Desiderioultima modifica: 2015-08-14T23:44:42+02:00da allan11
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