CHRISTOPH TURCKE

“LA RAGIONE E’
LA TRADUZIONE RIUSCITA
DEL DESIDERIO”

«LO SPETTACOLO E’ IL GUARDIANO DEL SONNO»

La spettacolarizzazione non presuppone che vi sia un dialogo, in quanto è il potere a parlare e tale potere riesce ad eliminare il dialogo tra gli individui producendo una separazione, per cui essi vivono i loro rapporti solo tramite le immagini: in definitiva le relazioni si sintetizzano in rappresentazioni. Lo spettacolo come sostiene Debord nella tesi 12, è indiscutibile e inaccessibile ed esige un’‘accettazione passiva’, che ha ottenuto tramite l’apparenza. Relegato al silenzio e isolato rispetto agli altri, l’individuo, non può fare altroche contemplare le immagini proposte-imposte; nasce così la figura del consumatore, il pubblico pagante che guarda senza mai intervenire, per cui lospettacolo è definito nella tesi 13 da Debord come il sole intramontabile sull’impero della passività moderna.

L’analisi di Debord che descrive la sublimazione della realtà in immagine, tramite rappresentazioni spettacolari, è descritta alla stessa stregua da Türcke, tramite l’analisi dello slittamento della sensazione nel sensazionale: egli ritiene che questo cambiamento abbia condotto gli uomini verso l’assenza di sensazione,generando di conseguenzaun atteggiamento passivo, che infine volge all’accettazione di impressioni che dall’esterno giungono all’uomo. La ‘sensazione’ non è più ciò che l’uomo prova in prima persona piuttosto è qualcosa che da fuori si produce, fa scalpore e investe l’uomo: ecco il sensazionale.

Le tesi di Guy Debord forniscono numerose definizioni dello spettacolo inteso come l’ultimo stadio dell’alienazione, provocata dal capitalismo, descritta già da Marx come il passaggio dall’essere all’avere; l’ultimo slittamento cui lo stesso Türcke dedica gran parte della sua argomentazione, nel testo “La società eccitata”, riguarda il passaggio dell’alienazione dall’avere all’apparire, ossia dalla sensazione al sensazionale.
…l’alienazione dei consumatori dapprima nelle merci e poi negli spettacoli…
IL SENSAZIONALE HA SOSTITUITO IL SENTIRE E LA RIFLESSIONE

PENSIERO UNICO

Il tossico è consapevole del fatto che un qualsiasi tipo di droga non gli procuri effetti positivi, solo temporaneamente piacevoli, e tuttavia sente il bisogno di provare qualcosa che lo faccia sentire vivo; in realtà ciò che dovrebbe garantire la sensazione diventa la sua mortificazione. Alla stessa stregua, lo spettatore, pur di sentirsi partecipe, ha bisogno di assistere allo spettacolo, anche quando è consapevole che si tratti semplicemente di finzione, e in realtà ciò che dovrebbe rendere partecipe lo spettatore, ciò che dovrebbe unire, diventa lo strumento di separazione.
In definitiva ciò che dovrebbe integrare, esclude. È questo il momento in cui si passa dallo spettacolo alla spettacolarizzazione, nella cui dimensione cade ogni possibilità di esprimere qualsiasi tipo di pensiero critico.

L’inondazione del flusso di immagini, al pari del bombardamento audiovisivo, non permette di comprendere e riflettere, e la sensazione non ha né spazio, né volontà di muoversi, piuttosto essa si limita a prestare passivamente la propria attenzione su ciò che attira a sé, o meglio ciò che Türcke descrive come sensazionale.

Potremmo dire che la sensazione sta al sensazionale come lo spettacolo sta alla spettacolarizzazione, per cui come il sensazionale cerca di rendere assoluta la sensazione, così la spettacolarizzazione rende tutto spettacolare. Il risultato in entrambi i casi mira all’assoluto, in un processo diastrazione che riduce tutto ad uno, e non permette quindi di *pensare altrimenti*

UN LIBRO MERAVIGLIOSO

Nella tesi che, fin dal costituirsi delle prime comunità cristiane, interpreta la spietata esecuzione di Gesù come «morte per i nostri peccati» risiede secondo Turcke il «peccato originale» della teologia cristiana: la mistificazione di un evento storico che non poteva non aver sconvolto i suoi seguaci e venne rielaborato inserendolo in continuità con quella logica dello scambio sacrificale che tutta la predicazione e l’attività taumaturgica di Gesù aveva cercato invece di scardinare.

Sembra impossibile poter dire qualcosa di nuovo e di ragionevole sulla vita di Gesù, ma è quanto tenta di compiere Christoph Türcke. Il libro ci presenta infatti un «Gesù storico» sicuramente lontano da quello familiare all’iconografia e alla predicazione cristiana. Türcke legge piuttosto ciò che del Nazareno lasciano filtrare i testi neotestamentari mediante i criteri esegetici di Ernst Käsemann, radicalizzati e arricchiti dall’apporto del filtro teorico con cui Freud ha insegnato a interpretare i sogni e la loro stratificata elaborazione delle sofferenze subite. Decifrando con pazienza ogni indizio che nei vangeli canonici possa ricondurre in presenza del Gesù terreno, Türcke individua nel contrasto con Giovanni il Battista il trauma lacerante in grado di illuminare la scandalosa condotta pubblica del commensale di pubblicani e peccatori. A sua volta, nella rielaborazione del trauma patito dai suoi discepoli per via della crocifissione del maestro è identificata l’origine della fede nella sua risurrezione e dell’interpretazione della sua fine atroce come «morte per i nostri peccati». Anche l’immagine di Paolo che Türcke ci offre è inedita: a motivare il suo instancabile apostolato è una segreta lacerazione interiore – l’incomponibile doppia fedeltà al giudaismo e alla cittadinanza romana –, che trova la sua pacificazione solo nell’audacia del sogno a occhi aperti di offrire alla signoria di Cristo tutto l’Impero da Oriente a Occidente.
Un libro che può aiutare a pensare non cristiani e cristiani.

Il sogno di Gesù: Psicoanalisi del Nuovo Testamento (Dubbio&Speranza) eBook: Türcke, Christoph, Cavallo, T.: Amazon.it: Kindle Store

http://www.leparoleelecose.it/?p=13044

IL SOGNO DI CRISTO

Cristo, ovvero, l’interiorità, il sogno, il desiderio più profondo dell’uomo.
Un mondo senza il “Principio di equivalenza”.
Oltre l'”occhio per occhio…”
Senza tensione, senza scontri, senza guerre.
Un mondo solo ideale, un sogno, appunto, ma che è e resterà sempre conficcato nell’animo umano fino alla fine dei tempi …ma che è già presente ora solo in una figura umana: il figlio.
Unico essere umano ove già qui ed ora il “principio di equivalenza” non sussiste e “il dono” non chiede corrispettivo.
“Spirito della specie”, ma solo umano.
Abisso degli abissi del desiderio.
Essere.

Avere e Apparire solo declinazioni di questa “Società dello spettacolo” miserrima e impossibilitàta ad appagare ciò che con essa non c’entra nulla : quel Desiderio interiore che Cristo incarna nel suo sogno come mai prima di lui.

“ORAMAI SOLO UN DIO CI PUO’ SALVARE”

Per Carl Gustav Jung negare Dio è assurdo, perchè Dio è semplicemente una realtà psichica. Ma poi Jung si perde negli archetipi. Ma se Dio è una realtà psichica inoppugnabile, lo è solo come desiderio. E il nucleo ardente e mai spento da cui proviene il desiderio è quello di essere salvati da ogni terrore.

Ed oggi un nuovo terrore si sta’ profilando all’orizzonte “come chiunque avverte da un po’ di tempo a questa parte […] non serve avere una particolare inclinazione musical-religiosa per capire che la Grande Catastrofe diventerà la dea del secolo. Poichè essa possiede l’aura dell’evento immane le spettano quei connotati essenziali che finora erano stati attribuiti alle potenze trascendenti” (P. Sloterdijk)

Ecco, allora, che l’idea di Dio non è, nella storia umana, una idea qualunque.
Dio fu la cifra per il terrore scampato.

E’ stato il bisogno impellente di difendersi dal terrore che dapprima ha richiesto la formazione di parole. Nominare il terrore era già il tentativo di coprirlo passando indenni di fronte ad esso.
Il loro impulso fisiologico è al contempo un impulso teologico : quello della salvezza da tutto ciò che atterrisce.
Il senso linguistico esige un senso del mondo.

Ma ora l’umanità è sola come nel tempo arcaico. Là perchè Dio non era ancora nato, qua perchè Dio è già morto per una società che non ha più nemmeno il coraggio di avere coscienza dell’oggettiva insensatezza nel suo processo di riproduzione e reagisce con rabbia a chi è così impudente da ricordarglielo.

Per coloro che considerano razionale l’esistente il concetto integrale della vera umanità, (Cristo) è uno scandalo.
Questo concetto che protesta contro l’assenza di senso e di scopo delle condizioni dominanti nel mondo attuale non è sorretto da alcuna istanza superiore; non ha nessun Dio al suo fianco.
Ma non per questo non si sta realizzando, autodistruggendosi, la profezia veterotestamentaria più fosca : “Ecco, io li cancellerò dalla faccia dela terra” (Pentateuco – Genesi 6,13)

Resta allora solo il nostro desiderio che tutto ciò non avvenga.
E per scongiurare tutto questo converrebbe riiniziare quantomeno ad agire “come se Dio ci fosse”.

“LA SOCIETA’ ECCITATA”

Passi salienti tratti da :
https://www.academia.edu/40367603/LUOMO_SENSAZIONALE_La_societ%C3%A0_
eccitata_di_Christoph_T%C3%BCrcke
L’intento che sta alla base della tesi è presentare, attraverso lo studio accurato che ne ha fatto, Christoph Türcke nel suo testo La società eccitata (pubblicato nel Gennaio del 2002 e tradotto in italiano dieci anni dopo)

L’epoca qui descritta, nota come postmodernismo, indica la fase storica successiva alla modernità caratterizzata da continui mutamenti che disorientano gli individui al punto che essi non sono in grado di trovare alcuna stabilità: dalle relazioni sentimentali all’occupazione lavorativa, dalle fedi alle forme culturali, fino alle sensazioni, non esistono più punti di riferimento, e tutto si dissolve, per dirla con Zygmunt Bauman, nella liquidità, caratteristica che descrive l’inafferrabilità delle trame sociali del nostro tempo. […] è lo stato di perenne ‘allerta’ in cui vivono gli individui, in preda al più totale disorientamento.

…effetti che i cambiamentidell’epoca postmoderna hanno generato nell’uomo, tra cui un’assenza di sensazione, oltre che di riflessione, e in definitiva una costante incertezza riguardo alla propria esistenza. Tale assenza spinge l’uomo a ricercare incontinuazione stimoli emotivi che gli diano certezza della propria esistenza, ponendolo in uno stato di eccitazione continua.

La sensazione, dunque, non è più l’indice di ciò che l’uomo prova, ma è ‘ciò che attrae a sé’ il sistema percettivo e l’attenzione dei soggetti. I

IL SENSAZIONALE HA SOSTITUITO IL SENTIRE E LA RIFLESSIONE : Il sensazionale diventa ciò di cui l’uomo ha bisogno per sentire-sentirsi, una specie di “check-up emotivo” per assicurarsi di esser vivo, di esistere.

Società dello spettacolo: ci vede costretti a restare spettatori passivi davanti alla spettacolarizzazione massmediatica.
Coazione a trasmettere,
una costrizione per gli individui che“vogliono esserci”, che credono di assicurarsi tale presenza costante solorimanendo connessi con il mondo, il più delle volte attraverso strumenti edispositivi che consentono di essere in, essere on-line, e non restare così fuoridalla scena spettacolare del nostro mondo.

L’infotainment da information e entertainment, che va tradotto come “lo spettacolodell’informazione”, la quale mira ad imporsi alla maniera della pubblicità

Come ha dovuto esercitarsi per camminare, per dire frasi di senso compiuto, perlavarsi, per leggere, per contare, per scrivere: tutte abilità che, per quanto col tempo possano essere divenute piacevoli, non entrano mai a far parte del repertorio umanosenza costrizione. Il punto culminante del potere sociale è anche il suo punto di svolta;dove si divulga in modo così completo, lì, al contempo, comincia anche aneutralizzarsi come una condizione generale di vita, come una sorta di naturalenecessità umana.
Türcke presenta questa condizione dell’essere umano come la costanteoscillazione cui l’intera cultura occidentale fa capo tra una prima e unaseconda natura (quest’ultima viene definita come condizione necessariadell’umano). La seconda natura suggerisce all’uomo, tramite la modalità concui agisce la pubblicità, che ciò che conta non è la vendita in sé quantol’estetica, per cui la portata comunicativa della pubblicità corrompel’atteggiamento umano direzionato ad una costante esibizione di sé al fine difarsi notare ad ogni costo pur di comprovare la propria esistenza.

La ‘presenza’ cui Türcke si riferisce non è fisiologica, poiché ognuno ènotabile grazie alla propria corporeità e al proprio atteggiamento, piuttosto ilfilosofo tedesco descrive i tratti di una “presenza massmediatica” che progredisce proporzionalmente al declino della presenza vera e propria degliindividui: «La presenza in carne ed ossa sta ovunque impallidendo e diventaumbratile rispetto alla presenza mediatica».

Anders, secondo cui la televisione è riuscita nellamagia di
fornire il mondo a domicilio; tuttavia la tecnologia moderna si èspinta ben oltre con la creazione di dispositivi i quali fanno in modo chel’organismo sia immerso in una dimensione virtuale, tridimensionale,strutturata in modo tale da prendere in carica i sensi di chi si sottopone al‘gioco’, restando preda di autentiche ‘sensazioni’, come se tali apparecchi potessero assumere il ruolo di regia delle percezioni umane

La nostra società è una società in cui è più vivo il bisogno didimostrare di esser vivi, di esserci, piuttosto che vivere veramente.

…doversi difendere da un’iper-stimolazione che non permette l’identificazione delle sensazioni… continua tensione spettacolare che si manifesta oggi nei moderni centri commerciali…,

Türcke intendesottolineare, attraverso le parole di Campe, come il meccanismo della coazione a trasmettere è manifesta in una continua partecipazione “di tutti ad ogni cosa”: un simile fenomeno è noto con i moderni Social media, vetrina diesposizioni di ogni genere da parte di ciascun individuo, senza differenza dietà o di professione, per cui ognuno è “libero” di esprimere ciò che vuole.
Dalle parole di Türcke risulta chiaro che ad una continua stimolazione deisensi segue la perdita delle peculiarità individuali delle varie sensazioni che aloro volta perdono autenticità, o meglio perdono il tratto particolare che le differenzia, arrivando addirittura a’non esserci mai state’
Quello che poteva rivelarsi come uno stato di anarchia, descritto da Türcke attraverso la lettera di Campe, diventa un dominio che gli individui si auto-impongono, sottoforma diun controllo silenzioso: nasce così la Società eccitata, nella configurazione di una massa eccitata-eccitabile in cui il processo naturale della sensazione si trasforma da semplice ricezione naturale di stimoli, in una gara tra stimoli, che producono una costante eccitazione, in un perpetuo fermento……. la sensazione si trasforma in una lotta continua per l’attenzione a tutto ciò che provoca scalpore

Il sensazionale contemporaneo si serve del meccanismo della coazione a ripetere al fine di controllare il tremendum, ciò che desta terrore.

Nella trasformazione dal capitalecommerciale al capitalismo moderno, lo scambio-sacrificio è sostituito dallo scambio con il denaro, ossia l’equivalente universale.

LA TELEVISIUN LA T’INDURMENTA COME UN CUIUN : Queste tecnologiemoderne, che hanno elevato alla massima potenza gli shock emotivi, hanno portato ad un ottundimento, uno stato narcotico che addormenta gli individuifino alla “morte della coscienza”

«Nonsono più in grado di pensare quello che voglio pensare. Le immagini mobili si sono sistemate al posto del mio pensiero». Effettivamente il flusso associativo di colui cheosserva queste immagini viene costantemente interrotto dal loro mutare. Su ciò che si basa l’effetto di shock del cinema, e come ogni effetto di shock, esige di essere accoltocon una maggiore presenza di spirito.

…questo tempo, è già una forma di lavoro; questo è un tempo in cui l’individuo èchiamato a interpretare, giudicare, esibire ed esibirsi, confermando l’esigenzasempre più forte di far parte dello spettacolo
.

FAMIGLIA : “Facendo riferimento all’opera di Zygmunt Baumann potremmo dire che un’esistenza cosi condotta altro non è che una vita liquida, caratterizzata da legami fragili e mutevoli, i quali sono lo specchio di un mondo e un modo di vivere sempre più incerto. L’unica cosa di cui si può esser certi è il continuo mutamento che si presenta sotto le forme sensazionalistiche fin qui descritte da Türcke: dalla notizia alla pubblicità,dalla fotografia al cinema, dal lavoro al tempo libero, il comune denominatoreresta la velocità che non permette di afferrare le cose a causa di un mutamento continuo che procede a ritmo incessante. La mancanza di legami stabili produce un individualismo che non ha pari nella storia dell’uomo che viveormai disperso in una ‘folla solitaria’.”

Nel fenomeno dell’eccitazione, del fermento, dell’agitazione che impazza trala gente, si nasconde il nuovo modo spettacolare, o meglio, sensazionale di vivere nella società odierna

GAY PRIDE : Le tesi di Guy Debord forniscono numerose definizioni dellospettacolo inteso come l’ultimo stadio dell’alienazione, provocata dalcapitalismo, descritta già da Marx come il passaggio dall’essere all’avere;l’ultimo slittamento cui lo stesso Türcke dedica gran parte della suaargomentazione, nel testo La società eccitata,
riguarda il passaggiodell’alienazione dall’avere all’apparire, ossia dalla sensazione al sensazionale.

…l’alienazione dei consumatori dapprima nelle merci e poi negli spettacoli…
https://sovrappopolazione.blogspot.com/2017/10/la-societa-eccitata.html
http://www.criticaecomunicazione.it/wp-content/uploads/2016/09/Christoph-
T%C3%BCrke_La-societ%C3%A0-eccitata_ParteGenerale.pdf

OMOGENITORIALITA’ COME APRIPISTA DEL CAPITALISMO DIGITALE

“Capitalismo digitale, per il quale la merce più preziosa è composta dai dati personali offerti dagli utenti consumatori,condizionati nel consumo dopo che la loro attenzione è stata catturata.”

La tecnologia che si espandea macchia d’olio offre delle possibilità che aiutano ulteriormente questi processi che hanno lo scopo di registrare e controllare l’essere umano fino adentrare in possesso totalmente delle sensazioni e percezioni, generando comportamenti standardizzati; ciò dimostra che il modo di procedere tanto della pubblicità quanto del sistema di informazione è qualitativamente superato nell’epoca microelettronica grazie a strumenti che lasciano davvero poco spazio all’agire e al pensiero umano.La questione affrontata da Türcke riesce a far emergere un dato ulteriormentesconcertante per il prossimo futuro: determinati processi tecnologiciconoscono di noi più di quanto noi stessi conosciamo; queste note caratteristiche della società attuale descritte dal filosofo aiutano a riflettere suscenari ‘futuri’ tracciando possibili sviluppi che non lasciano ben sperare. La fase che segue tale processo potrebbe essere determinata da un’azione ingegneristica diretta sugli embrioni che mira a strutturare gli individui in undeterminato modo, un ‘progresso’ che si traduce nella programmazione della nascita degli esseri umani, come descritto in un romanzo degli anni Trenta intitolato Brave New World di Aldous Huxley.
:
Tra breve, già prima della nascita si potranno conoscere difetti ereditari, anomalie e predisposizioni per determinare malattie. Diventano possibili calcoli di probabilitàcirca la capacità di prestazione che ci si può attendere dal nuovo cittadino del mondo ancor prima che questi abbia emesso il primo vagito.

1) GENERALE : http://www.criticaecomunicazione.it/wp-content/uploads/2016/09/Christoph-T%C3%BCrke_La-societ%C3%A0-eccitata_ParteGenerale.pdf

2) TERRORE : http://www.criticaecomunicazione.it/wp-content/uploads/2016/09/Christoph-T%C3%BCrke_La-societ%C3%A0-eccitata_Fisioteologia-della-sensazione-Freud.pdf

3) FOTOGRAFIA : http://www.criticaecomunicazione.it/wp-content/uploads/2016/09/Christoph-T%C3%BCrke_La-societ%C3%A0-eccitata_FotografiaMerceFeticcio-Marx.pdf

4) TOSSICODIPENDENZA : http://www.criticaecomunicazione.it/wp-content/uploads/2016/09/Christoph-T%C3%BCrke_La-societ%C3%A0eccitata_TossicodipendenzaCinemaSfruttamento.pdf

5) SALVEZZA : http://www.criticaecomunicazione.it/wp-content/uploads/2016/09/Christoph-T%C3%BCrke_La-societ%C3%A0-eccitata_EsperienzaSalvezza.pdf

CHRISTOPH TURCKEultima modifica: 2020-05-29T01:39:39+02:00da allan11
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