DASEIN & DESIDERIO

“Togliti che mi ci metto io” dice la Volontà di potenza di Nietzsche.
“Solo dove tu sei, là sorge un luogo” risponde Rilke.
Nel mezzo la fredda visione heideggeriana della presenza umana.
Ma senza il suo togliere dall’oblio l’Essere l’errore di Nietzsche non si sarebbe potuto cogliere.
Come neppure l’Esserci dell’uomo e il suo Dasein si sarebbe potuto cogliere.

Ma non vi è Sein senza il suo “da”, neé esserci senza il suo “ci”.
L’essere reca quindi nel suo essere più vero il carattere dell’essere-aperto.
Il “ci” indica questa apertura ontologica.
Il Dasein, l'”essere-nel-mondo” dell’uomo è la propria apertura.
Quell’apertura in vista del noi, il noi duale, il noi di te e di me.
Questa apertura ontologica del “ci” è quella che qui chiamiamo Desiderio.

Quel desiderio che ci fa’ essere nel mondo ma al di sopra del mondo.
In quel Koinos Kosmos eracliteo della autenticità del Sé, nel superamento del Sé nella dualità dell’amore.
E’ la ricchezza della pluralità dei temi esistenziali.
Della multiformità dei progetti di mondo e della loro libera padronanza.
E’ l’armonica unitarietà di mondo e presenza.

E’ tutto ciò che solo desideriamo: quell’ampiezza sconfinata, quella profondità senza fondo, quella pienezza inesauribile.
Quella leggerezza sovra-spaziale e quell’eternità sovra-temporale.
Solo in questo si appaga il Desiderio.
“Voglio tutto” dicono i desideranti.

Nell’istante eterno dell’Amore cadono tutte le opposizioni come in seno al Logos Eracliteo :
esso è creazione e unificazione, è la parola che rende possibile un superamento di sé nella scoperta della spiritualità.

Siamo corpi ma progettati per la spiritualità.

DASEIN & DESIDERIOultima modifica: 2015-12-14T12:43:07+01:00da allan11
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