“Pensiero debole” & Violenza

Il “debolismo” è la più sofisticata ed ipocrita modalità con cui si occulta la violenza.
La “debolezza”, infatti, attira simpatie non solo perchè si presenta “indifesa” di fronte alla tirannia del più forte, ma

anche perchè si presenta pure “inoffensiva” e “innocente” oltre a dare il vantaggio di non dover dare ragioni dei capricci soggettivi del tutto arbitrari con la scusa di riportare ogni obiezione alla logica della “forza” indebitamente equiparata alla violenza quasi ne fosse il sinonimo quando invece la stabilità del “pensiero forte” non è il prodotto di una “volontà soggettiva” di tener fermo alcunchè bensì il risultato della manifestazione di ciò che “in sè e per sè” è fermo e stabile essendo assolutamente innegabile.
Ma tant’è e il sostenitore del “pensiero debole” si mostra disarmato, arrendevole e benevolo quasi come un bambino; e questo pare nobile e bello.
Ma è invece evidente che i difensori del discorso debole, mediante la radicale negazione del discorso forte, producono – proprio loro – un discorso forte. Dire, in effetti, che nessun discorso può essere forte è lo stesso che dire : è IMPOSSIBILE un discorso forte o, che è lo stesso, ogni discorso è NECESSARIAMENTE debole.
EBBENE, C’E’ DISCORSO PIU’ FORTE DI QUESTO ?
Legittima è quindi la ripulsa per gli ipocriti “discorsi deboli” perchè quei discorsi sono SEMPRE violenti essendo formalmente autocontraddittori.
Inutile, infine, aggiungere che la solidarietà con i deboli ha poco a chè vedere con il “pensiero debole” e tantomeno con Gesù di Nazareth, il quale è certamente tenero e “debole”, ma anche forte e persino “terribile”, perchè non solo infinitamente ama, ma anche, quando si fa sera, inesorabilmente giudica.
“Pensiero debole” & Violenzaultima modifica: 2012-08-31T00:57:10+02:00da allan11
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