PROVE DI “RESSENTIMENT”

” L’analisi nietzscheana del ressentiment, inteso come origine di false credenze, scaturisce infatti proprio dall’intenzione di sfidare e mettere in discussione una simile impalcatura di categorie morali (perfettamente simmetriche ai loro rispettivi correlati metafisici), demolendole attraverso un metaforico “martello” (hammer).”

“…perché quest’ultimo fenomeno si verifichi, è innanzitutto necessario che i “risentiti” sviluppino, a partire dai propri sentimenti ed emozioni, un autentico sistema di valori, ovvero un’episteme, tale da implicare una specifica visione della vita caratterizzata da una rigida griglia di antinomie quali buono/cattivo, giusto/sbagliato ecc….lover e hater, amanti e odiatori, ovviamente….

E tuttavia in nessuno dei due casi appena menzionati potremo mai imbatterci in soggetti intenti a creare un “mondo”, cioè un sistema di valori, edificato attraverso quella tipica reattività creativa che contraddistingue appunto il ressentiment.

…nel senso che costruisce una sorta di posticcio sovramondo artificiale in sostituzione del mondo reale.
Questo atteggiamento rappresenta l’esatto opposto di quel “senso della terra” che viene invece altrove descritto come uno dei tratti distintivi del Superuomo

Dunque la cosiddetta “reattività” che contraddistingue la condotta – per lo più inconscia – dei “risentiti” consiste proprio in questo tentativo di elaborare una risposta o soluzione che funga da rimedio a uno stato di frustrazione e a un conseguente complesso di inferiorità….[…]…non è sufficiente aver subìto un trattamento sgradevole o mortificante: è invece indispensabile che a esso si sia accompagnata la percezione di una propria inadeguatezza

Tuttavia la tendenza dei preti ad accumulare poteri e beni materiali può essere interpretata come una tacita e involontaria dimostrazione di mancanza di fiducia nell’effettiva esistenza di una ricompensa ultraterrena

…è per questo che gli agnelli denigrano i rapaci, mentre il contrario non accade

Come puntualizzavamo a proposito della morale aristocratica mutuata da Teognide di Megara, il Superuomo (o Oltreuomo che dir si voglia) agisce ispirato da valori superiori e trae dalla propria felicità una modalità benevola di rapportarsi agli altri: in lui civiltà e istinto aggressivo possono trovare una paradossale ma plausibile armonia.

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A differenza di Nietzsche, tuttavia Girard non pone al centro di questo rapporto la dimensione individualistica e vitalistica dei rapporti umani, ma quella costitutivamente relazionale: il concetto emozionale di desiderio mimetico e il carattere intrinsecamente relazionale di tale nozione costituiscono la base teorica dell’analisi girardiana del rapporto tra modernità e risentimento

Nel bene come nel male, il risentimento è ciò «che l’imitatore prova nei confronti del suo modello allorché questi ostacola i suoi sforzi di impossessarsi dell’oggetto sul quale entrambi convergono»

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http://www.atquerivista.it/wp/wp-content/uploads/pdf/atque_19ns.pdf

PROVE DI “RESSENTIMENT”ultima modifica: 2019-07-06T02:23:32+02:00da allan11
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