LEFT

«La mia vita è stata facile, ho potuto frequentare tre Università, sono bianca, tedesca, nata in un Paese ricco e con il passaporto giusto. Quando me ne sono resa conto ho sentito un obbligo morale: aiutare chi non aveva le mie stesse opportunità» – dice di sé la “capitana”, giovane figlia della ricca borghesia europea e nuova eroina dell’umanitarismo europeo. Ma davvero, nel tentativo di spiegare e comprendere, possiamo fermarci davanti all’autoenunciazione di un “obbligo morale” in questa fulminante conversione dal sapore paolino? Sarebbe come fermarsi davanti alle parole che i preti dicono di loro stessi! – una cosa che la cultura europea, proprio e anche la cultura che ora inneggia alla pirateria umanitaria delle ong, non ha fatto. Ad una operazione simile si riduce il limitarsi ad enunciare obblighi “giuridici” ai quali sottostarebbe gli Stati nei confronti dei migranti, sulla base degli status che questi ultimi di volta in volta possono assumere nei confronti del diritto internazionale. Per capire cosa c’è dietro le parole della “capitana”, è sufficiente consultare i “manuali” dell’interpretazione della morale redatti da Nietzsche, e precisamente alla voce “rancore” e “risentimento”. Il vento che gonfia potentemente le ricche vele della pirateria umanitaria delle ong è la lotta risentita e rancorosa per dimostrare la “disumanità” dei confini degli Stati, cioè degli Stati tout court: ritorcere contro gli Stati (cioè gli Stati occidentali) la sofferenza umana facendola premere contro i loro confini, manipolare i sensi di colpa e ottenere il successo: la dissoluzione umanitaria del confine.

Si potrebbe continuare, in questa spiegazione dell’umanitarismo, un vero e proprio segreto di Pulcinella. Poi però si arriverebbe alla sua conclusione, che è la seguente. La “capitana” molto probabilmente non avrà figli, mentre i migranti, che sbarcano con le ong venendo elevati a nuovo simbolo del riscatto morale dell’Occidente – un riscatto che deve mutarlo anima e corpo-, ne avranno a bizzeffe. E questa è la brutale verità biologica da cui forse la storia farà uscire, numeri alla mano, la soluzione.

[…]

Ma ciò che impedisce di capire il lavoro delle formiche alle “cicale” (anche se il termine è inappropriato) umanitarie è il risentimento. E’ un tema delicato, questo, ma proprio per questo dice la verità. L’Europa sta diventando di nuovo la terra in cui il risentimento può organizzare e strutturare le proprie forze e a ciò contribuiscono di fatto, in modo decisivo, anche gli effetti psicologico-morali della crescente applicazione della scienza (in particolare la medicina) all’uomo. Il risentimento è la verità nascosta dell’umanitarismo – nascosta come può esserlo un segreto di Pulcinella.

[…]

Il processo in atto è epocale. Parlavo di “risentimento”. Parte del risentimento, che secondo me è in grado di spiegare il mutamento subito dalla sinistra, sta proprio nel fallimento della rivoluzione marxista: detto in soldoni, il migrazionismo è l’enorme chance rivoluzionaria per chi è stato riassorbito nel mondo del libero mercato.
Ma, ripeto, non si tratta di fare le pulci, con strumenti psicologici (che in genere non amo), ad un determinato “partito”, quanto comprendere il clima culturale stabilitosi in Europa. Chi di fatto chiede allo Stato di sottomettersi ad obblighi umanitari, in modo tale che il diritto umanitario si costituisca come un nuovo sovrano absolutus (perché è *questo*, il verbo dei “preti” delle ong), sta chiedendo allo Stato di *suicidarsi* come Stato. Scusa se lo ripeto: è *questo*, il segreto di Pulcinella. Chi non ammette questa cosa o difetta di intelligenza oppure di onestà intellettuale.”

…ecco, ora ti ripeto la domanda…difetti di intelligenza o di onestà intellettuale ?
Di tutte e due, vero ?!
Lo sapeeeeeeeeeevooooooooo…..
Comunque leggiti anche questo che forse c’arrivi..dai…coraggio…

“Parlo del risentimento per l’identità *smarrita*: si tratta cioè non del risentimento contro qualunque identità e nemmeno semplicemente del risentimento di chi ha perso la propria, ma del risentimento degli sradicati *europei* (ed occidentali) contro le identità *europee* – dove lo sradicamento è la condizione generale in cui progressivamente, ed inevitabilmente, è stata collocata l’umanità europea. Non deve infatti sfuggirci un elemento assolutamente dirimente: proprio quella stessa umanità, che si riconosce nel nuovo verbo umanitario propagato dalle ong e dalle istituzioni che le foraggiano, qui in Europa milita decisamente a favore dello smantellamento di quelle forme di vita genuina ed autentica verso le quali prova attrazione quando ad esibirle è, invece, il terzo mondo. Detto in soldoni: le pagine facebook di coloro che qui in Europa lottano per il completo smantellamento del privilegio della famiglia naturale, abbondano di immagini di donne africane con figli al petto etc. Non è la più grande offesa per l’intelletto, dover rinunciare, per ragioni “morali” (e quali?), a comprendere fenomeni come questi? ”

PS : Emblematicamente il risentimento sarebbe provocato da un giudizio ideologico e umorale: una “reazione emozionale di ostilità” nei confronti di quei valori che non appartengono al gruppo umano o alla classe di cui fa parte il soggetto risentito. Esso nascerebbe da “un odio impotente e represso”, ovvero da un desiderio di vendetta inappagato o di invidia profonda. E sarebbe alimentato da una “memoria infetta” che è in grado di provocare un rovesciamento dei valori – solo perché quei valori non appartengono al soggetto che se ne sente escluso. Proprio il risentimento sarebbe ciò che genera una forma di conformismo morale che è sostanzialmente un rifiuto della morale stessa: vale a dire un conformismo che non pervenendo a una critica razionale dei valori, rispecchierebbe il punto di vista di persone né libere né autodeterminate nel giudizio. Per questa via il conformismo sarebbe addirittura da considerare l’effetto e così, il risentimento finirebbe con il diventare figlio di un egualitarismo malinteso: il desiderio di eguaglianza che esso veicola, sarebbe il desiderio di chi stando più in basso o temendo di precipitare in basso, degrada coloro che stanno in alto. E l’etica puramente negativa di chi favorirebbe una logica settaria che negando l’intersoggettività e l’interazione dialogica (sia pure conflittuale), creerebbe per l’appunto gruppi chiusi che non prospettano un diverso “cosmo di valori”.

L’ULTIMO COMUNISTA ONESTO : LOSURDO

“La Sinistra di oggi chiede la guerra perché condizionata dal disgusto. È stato Bismarck il primo a porsi il problema di rendere accettabile la guerra. E la soluzione del caso è stata il disgusto. Demonizzando l’avversario si genera disgusto ed il disgusto ci porta infallibilmente al terrorismo dell’indignazione* e alla richiesta della guerra per combattere il male. E qui si innesta anche il discorso dello spettacolo, della fiction che deve mettere in scena l’indicibile e l’intollerabile per creare nell’opinione pubblica la pulsione verso la guerra.

L’armamentario è sempre il solito ed è stato fatto proprio da tutto l’Occidente. Per paradosso i primi a subire l’applicazione pratica delle teorie del Bismarck sono stati i suoi stessi compatrioti. Nel corso del primo conflitto mondiale gli intelletuali inglesi attribuivano ai tedeschi le seguenti atrocità: “ avevano violentato donne e persino bambini, impalato e crocifisso uomini, mozzato lingue e seni, cavato occhi e bruciato interi villaggi“ (pag 74). Questo repertorio di nefandezze corrisponde oggi, alla lettera, nella propaganda corrente, all’operato dell’Isis, ma persino l’Isis ritorna un eroico movimento di resistenza quando si oppone ad analoghe nefandezze di Assad, e via discorrendo . E’ un copione ormai logoro che però continua a funzionare. Il dramma è che funziona non tanto per l’assenza di una critica di sinistra, quanto per un impegno attivo della sinistra stessa che, prima vittima della propaganda, si fa parte attiva della sua attuazione su scala mondiale.

https://www.agendalugano.ch/system/images/files/000/011/291/original/Copertina_LaSinistraAssente_
PIATTO_1.jpg?1462997293

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-carlo_freccero_la_resistenza_di_losurdo_al_pensiero_unico/6_24555/

LEFTultima modifica: 2019-07-03T01:05:36+02:00da allan11
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento