AMERICAN PSYCHO

Come “L’angelo sterminatore” di Bunuel rappresenta perfettamente l’essere bloccati, dell’umano, in quell’arresto evolutivo solo “banale”, così “American psycho”, tratto dal romanzo di Ellis, come in un primo piano di uno qualunque dei personaggi del precedente film, rappresenta ancor più dettagliatamente tale stadio di involuzione animalesca di questa condizione postmoderna caratterizzata da soli *segni*

“American Psycho” contiene la descrizione pertinente all’illusione, alla superficialità e al modo in cui molte persone, non solo psicopatiche, vivono realmente la loro vita.
Questo comportamento è più pienamente esemplificato attraverso il suo protagonista Patrick Bateman

Patrick Bateman non possiede, infatti, nessuna identità interiore, nessun contenuto positivo ma solo un lunghissimo elenco di oggetti che lo differenziano solo per questi oggetti che, appunto, possiede.
E come le persone sollevate dagli oggetti questi, infine, diventano sempre più simili agli oggetti di consumo nel loro essere intercambiabili, sostituibili, usa e getta.

Solo *simulacri* di personalità, quindi, in una realtà superata in questa’*iper-realtà* dove la simulazione irreale della realtà comincia ad apparire più reale della realtà stessa.

Ora soggiorniamo quindi in questa postmodernità dove sono gli oggetti ad aver conquistato il primato e il soggetto ad averlo perso. L’oggetto trionfa sul soggetto e sul tutto solo la nebbia dell’illusione.

Il finale del film anticipa poi la diffusa realtà contemporanea : quale miglior esempio dell’insieme di un attore che è diventato il Presidente della superpotenza numero uno del mondo, Reagan, alla cui replica stiamo assistendo oggi nel Clooney corteggiante Obama per una sua futura investitura ?

Solo un trasparente sorriso ebete da pubblicità di dentifrici che va dall’assassino del film, passando attraverso presidenti, per sfociare infine nei selfie del popolino bue.

E dietro il nulla !

AMERICAN PSYCHOultima modifica: 2019-06-29T01:10:05+02:00da allan11
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