Economia 2.0

IL SOTTOSUOLO DELL’ECONOMIA

L’Economia non è solo ciò che è visibile nella sua superficie fatta di numeri e di Mercato
Ha anche lei un suo “sottosuolo”, o un suo “Inconscio”, se così vogliamo chiamarlo, un “motore”, cioè, che muove le sue dinamiche, e che è composto di due parti .
La prima, come da sua definizione, è la SCARSITA’
Il sapere economico è infatti la “scienza” della gestione razionale di risorse, altresì, *scarse* per definizione, appunto.
La seconda, conseguente alla prima, vero e proprio suo “rovescio della medaglia”, è l’INVIDIA.
Invidia e scarsità non sono quindi “qualità” propriamente economiche.
Siamo ben più nella categoria della “RAPPRESENTAZIONE”, infatti.
Ne consegue, ma sarebbe meglio dire che andrebbe premesso, che sono i mutamenti a livello di relazioni interpersonali che precedono il tutto, determinando vecchie e nuove “rappresentazioni” delle attività economiche.
L’economia moderna è quindi preceduta da “scarsità” conseguente all’abbandono dei tradizionali legami di solidarietà a cui, in ultima istanza, consegue poi l'”invidia”.
La scarsità così creata non è un fatto naturale.
E’ una costruzione sociale.
L’abbandono delle regole tradizionali di solidarietà ha quindi giocato un ruolo ESSENZIALE nella creazione delle istituzioni centrali del mondo moderno; a cominciare proprio dall’Economia istituita sulla “scarsità” che trova il suo complemento nell'”invidia” e il “risentimento” nell’oblio dell'”uguaglianza” solidale originaria di cui la religione era il perno.
Oggi, infatti, l’Economia svolge la stessa funzione riservata ieri al Sacro e ai suoi rappresentanti: moderare, incanalare, gestire, evitare il disordine e proteggere dalla violenza generata da quella invidia e quel risentimento che inevitabilmente si genera nella disuguaglianza pronta ad esplodere in una “peste mimetica” di tutti contro tutti.
Gli economisti sono i novelli sacerdoti di questa “religio civilis”di cui, quotidianamente, i mass media tutti, provvedono a diffondere gli interminabili “rosari” e “messe cantate” massacranti su una materia della stessa aleatorietà di Dio.
Era inevitabile
Dall’adorazione di Dio non si poteva passare che a quella del “Vitello d’oro”
Tertium non datur
Sono almeno più di duemila anni che lo sapevamo
PS : Guarda caso le guerre son sempre state ora religiose ora economiche.
Ma più spesso entrambe le cose insieme.
Mo’ va là.
Ma chi lo avrebbe mai detto !!

SPREAD A 300

Se invidia, cupidigia, vanità, lusso, quindi individualismo, sono i motori della crescita economica, il Sistema non può che essere ostile ad una riforma MORALE, avendo fatto del VIZIO la sua morale.

IL SUICIDIO DELL’ECONOMIA

“Ci troviamo dunque di fronte a un fenomeno di CAUSALITA’ CIRCOLARE, in cui il bisogno (il Desiderio per dire ancor meglio) determina la quantità dei beni necessari, e la quantità dei beni prodotti determina i bisogni; in cui l’innalzamento dei livelli di produzione comporta la crescita dei bisogni (sempre per modo di dire perchè son solo pii desideri), e la crescita dei bisogni esige un nuovo innalzamento dei livelli di produzione.
La determinazione reciproca della produzione da parte dei bisogni e dei bisogni da parte dei livelli di produzione significa che è impossibile ridurre la distanza che separa i beni e le risorse accessibili dai desideri. La quantità dei beni e delle risorse disponibili può crescere infinitamente, e dato che questo determina direttamente la dimensione dei bisogni, il vincolo di SCARSITA’ rimane immutato.
LA SCARSITA’ NON VIENE MAI RIDOTTA MA E’ SEMPRE RINNOVATA
La SCARSITA’ non corrisponde ad alcuna quantità reale di beni e di risorse disponibili
La SCARSITA’ non corrisponde ad alcuna quantità reale
La SCARSITA’ dissimula l’eterna vanità di una crescita divenuta oggi suicida sul piano sia umano che ambientale”
BISOGNA TORNARE A SPIEGARE LA SCARSITA’ A PARTIRE DAL RAPPORTO TRA ESSERI UMANI.
Il Mercato non ha nulla di NATURALE
E’ solo CULTURALE !!

C’è chi vede il Mercato come se fosse Dio e chi solo come una costruzione sociale.
I primi sono i deficienti

IL GRANDE BLUFF

Tutta l’Economia è basata su di un enorme bluff.
Non è l’*oggetto* a venire prima, quindi l’assunto della *scarsità* è falso.
Prima viene l’universalità del Desiderio e le sue dinamiche mimetiche.
Nella cecità dilagante dell’umano e delle sue dinamiche profonde viviamo nell’ottusità più completa condannata ad acchiappare solo il vuoto replicando all’infinito l’illusione del consumo e dell’Avere in assenza dell’Essere.

CAPRO ESPIATORIO 2.0

Il geniale Paolo Villaggio aveva già descritto perfettamente la realtà attuale, oggi ancor più di allora, nel suo mitico personaggio di Fantozzi alle prese con il mitico Megadirettore galattico, tale e quale è oggi questa UE, questa Globalizzazione tutta, dove il Potere è qualcosa di non ben identificabile e la società e in tutto e per tutto simile a quell’ufficio dove “il ragioniere” lavora e dove, nelle schermaglie per il prestigio tra i dipendenti, ognuno cerca solo di sopraffare l’altro lasciando lui, l’ultimo, nella indifferenza generale.
Questa nostra attuale società è in tutto e per tutto simile, in larga scala, a quella : un megadirettore galattico, un branco di polli che si becchettano tra di loro come quelli di Renzo nei Promessi sposi e il moderno capro espiatorio, Fantozzi, verso cui scaricano la VIOLENZA che oggi si è vestita di INDIFFERENZA verso i “non garantiti”, potremmo dire con un linguaggio attuale.
Un mondo gerarchico frammentato in mille personaggi altrettanto ridicoli adoranti il proprio nemico autentico, il Megadirettore galattico, ma che lottano invece per affermarsi e avere solo il prestigio della Contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare di schiere sterminate di Geometra Calboni e Signorine Silvani (calciatori e veline ante litteram)
Più che “1984” di Orwell o “Mondo nuovo e ritorno al mondo nuovo” di Huxley, “Il tragico mondo di Fantozzi” è quello che ha anticipato meglio di qualunque altro la realtà del presente.

L’ECONOMIA DELLA “COSIFICAZIONE”

Questo è un Sistema ideologico-economico basato sulle cose e non sulle persone.
E le cose devono essere *scarse* per definizione
Emblematici i bisogni di lusso
Scarsi per necessità assoluta
Ma di lì a scendere
Parimenti alla produzione deve prodursi la scarsità
Mettendo tutti contro tutti a “Chi offre di più ?”
Ma non solo
Passi che mette le cose davanti alle persone
Il grave è che “cosifica” le persone”
Emblematico, qui, la “produzione” di bambini “à la carte”

UN ALTRO IMMAGINARIO

“Creando beni e bisogni, ma sempre più bisogni che beni, la società della crescita si basa su una “PAUPERIZZAZIONE PSICOLOGICA”, una insoddisfazione strutturale e generalizzata.”
“Se è vero che un certo livello di sicurezza economica è essenziale, la felicità dipende molto di più dalla qualità delle relazioni sociali che si hanno”
“La felicità non è una dimensione individuale e il consumo materiale soddisfa soltanto i bisogni biologici e fisiologici dell’uomo, mentre è ormai dimostrato che l’uomo ha bisogno anzitutto di legami sociali e che la distruzione di questi legami può portare alla disperazione e al suicidio.”
“Quella che viene chiamata “globalizzazione” in realtà è soltanto un gioco al massacro su scala globale”
“Siamo stati noi a “economicizzare” tutto. Tutto è diventato economico, e ci siamo talmente immersi nell’economia che non riusciamo più a concepire di vivere al di fuori di essa
Bisogna cominciare a riconoscere la necessità di uscire dall’imperialismo economico, altrimenti non saremo mai capaci di pensare di DEMERCIFICARE quantomeno una parte della realtà, il che sarebbe già un primo passo”
Serge Latouche : “L’Economia è una menzogna” Boringhieri

Economia 2.0ultima modifica: 2018-10-06T10:09:08+02:00da allan11
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