ERA MEGLIO QUANDO ERA PEGGIO

L’evoluzione da PCI a PD è stata il più totale tracollo di ciò che c’era di salvabile del comunismo. I primi socialisti erano infatti perfettamente coscienti che è sempre a partire da una tradizione culturale particolare che appare possibile accedere a valori veramente universali. Enrico Berlinguer auspicava che il suo partito fosse “rivoluzionario e conservatore”, appunto.
Oggi, invece, nel nome del PROGRESSISMO, si ripudia ogni forma di appartenenza “arcaica”, ossia anteriore, e si distrugge sistematicamente la base organica e simbolica delle solidarietà tradizionali e, quando le è data l’occasione di governare, si adopera solamente per non disturbare l’ordine economico e proteggere l’argenteria della gente del castello.
Il mondo nuovo auspicato da questa “nuova Sinistra” dev’essere invece necessariamente edificato sulle rovine del mondo di prima, e poiché la liquidazione delle radici forma la base del programma, se ne deduce che solo gli SRADICATI possono accedere alla libertà intellettuale e politica.
In quest’ottica Progressista ogni giudizio positivo sul mondo così com’era una volta rientra necessariamente nell’ambito di un passatismo “nostalgico”. Sradicamento dalla natura e dalla tradizione è il gesto emancipatore per eccellenza e l’unica via d’accesso a una società “universale” e “cosmopolita”.
Per i primi socialisti, invece, era chiaro che una società nella quale gli individui non avessero avuto più niente altro in COMUNE che la loro attitudine razionale a concludere solo AFFARI non poteva costituire una comunità degna di questo nome.
Il fatto che i MIGRANTI siano progressivamente divenuti la figura redentrice centrale di tutta la costruzione ideologica di detta “nuova Sinistra” si spiega con la necessità di SOSTITUIRE l’arcaico proletariato, sempre sospettato di non essere abbastanza indifferente alla comunità originaria, quindi alla tradizioni, o, ancor peggio, il contadino, con il suo legame costitutivo con la terra .
Resta evidente che la patetica incapacità di questa Sinistra di assumere la dimensione conservatrice della critica al capitalismo spiega il profondo smarrimento ideologico, per non dire il coma intellettuale, in cui l’insieme della Sinistra moderna è oggi immerso.
Alla stupidità, infine, delle persone di sinistra che ritengono possibile combattere il capitalismo in nome del “progresso”, corrisponde poi l’imbecillità delle persone di destra che ritengono possibile difendere al contempo i “valori tradizionali” e una economia di mercato che non smette di distruggerli.
In quel panorama d’insieme, odierno, il soggetto è quell’essere narcisistico pre-edipico, immaturo, capriccioso che ha solo interiorizzato una cultura della moda, del consumo, della crescita illimitata; cultura necessariamente fondata sulla perpetua celebrazione della giovinezza e del solo godimento immediato.

ERA MEGLIO QUANDO ERA PEGGIOultima modifica: 2017-10-11T00:17:17+02:00da allan11
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