TERAPIE RIPARATIVE

Quello che colpisce, dopo tre giorni di full immersion sul transessualismo & company, è la più totale OSTILITA’ di TUTTE queste persone ad intraprendere un qualsiasi percorso psicoterapeutico. Statistiche che risalgono a ben prima che l’argomento delle “terapie riparative” fosse mai stato argomento di discussione come ora.
Ovvio che, stante queste premesse fossero quindi inefficaci.

La regola principale della psicoanalisi è infatti che sia il paziente a cercare l’analista. Regola che arriva al punto, addirittura, della necessità di rendere difficoltoso questo percorso di ricerca il più possibile. Quindi niente targhette sull’uscio dello studio, ovviamente niente pubblicità e, come nel caso di uno dei miei maestri, “nascondersi” all’ospedale psichiatrico di Imola per non essere facilmente rintracciabile per il suo studio di Bologna.
Tutto questo, ripeto, perché la regola PRIMARIA è che il paziente sia così MOTIVATO al punto tale dall’essere disposto alla fatica preventiva di una ricerca volutamente ostacolata. Questo, perché, ripeto, senza adeguata motivazione è assolutamente inutile anche solo iniziarla la terapia.

Ora, invece, qui, siamo in presenza dell’esatto contrario di tale premessa.

Affermare, quindi, che dette “terapie riparative” sono inutili è una ovvietà, non la scoperta dell’ “America” ma solamente quella “dell’acqua calda”.

Questo “fallimento” prevedibile è altresì spiegabile stando la condizione mentale di queste persone che, non solo sono arenati allo stadio URETRALE, quindi *pregenitale”, freudianamente parlando, ma bensì, ancor più gravemente e parallelamente, allo STADIO CONCRETO senza aver raggiunto quello SIMBOLICO-ASTRATTO della scala di valutazione di Jean Piaget, nume, tutt’ora indiscusso, della Psicologia dell’età evolutiva.

Del resto, questa CONCRETEZZA materialista di voler modificare solo il proprio CORPO nell’assenza più totale, anzi, in presenza di ostilità vera e propria a voler modificare, o anche solo tentare di modificare, la loro MENTE, la dice lunga ed anche un profano in materia è in grado di comprendere l'”inghippo”.

Quindi, sia detto senza nessuna piaggeria, qui siamo di fronte ad una vera e propria OTTUSITA’ MENTALE di queste persone che, viceversa, per accedere alla psicoanalisi, la regola principale, per bocca dello stesso Freud, è “che siano intelligenti”.
E qui, la REGOLA PRIMARIA, pare proprio che sia completamente quanto assolutamente assente.
Questa, e solo questa, è la vera ragione dell’inefficacia delle “terapie riparative”, e non i deliri di qualunque “Ordine” e grado.

Sorry.

TERAPIE RIPARATIVEultima modifica: 2017-09-27T13:10:51+02:00da allan11
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