QUALITA’ E TEMPO

Solo ciò che resiste nel tempo ha qualità
Di qualunque cosa nuova si può solo ipotizare che abbia qualità, ma sarà solo il tempo a confermarlo o smentirlo.

Al contrario del “nuovo” la “tradizione” è, per sua intrinseca natura, qualitativa, essendo detta “tradizione” solo la selezione del meglio del passato; cioè di ciò che alla prova del tempo si è dimostrato migliore, sinonimo di qualità, appunto.
La “qualità”, sempre per definizione stessa, è l’opposto della “quantità”.
La quantità è orizzontale.
La qualità è verticale
La qualità può avere, per sua natura, solo la dimensione della profondità e dell’altezza
La quantità, invece, è piatta.

I tempi attuali si caratterizzano per l’assenza della dimensione della qualità.
Questo non può che generare frustrazioni e infelicità essendo l’essere dell’esser-ci stesso nient’altro che qualitativo e, solo marginalmente, quantitativo.
Una vita, seppur anche lunghissima, senza qualità si rivelerebbe solo l’inferno di una noia mortale come espresso simpaticamente da Woody Allen in una sua celebre battuta: “Vivrò tre giorni in più ma quei tre giorni pioverà e tirerà il vento soltanto”
La vita aspira alla qualità con tutto il suo essere.
Ma la qualità di cui si parla non è acquistabile.

Certo, il lusso, apparentemente, la appaga.
Ma solo apparentemente e, soprattutto, momentaneamente.
Pena una coazione a ripetere, ossessiva, di sempre nuovi consumi, sempre più astrusi ed eccentrici.
Eccentrici, appunto.
Fuori dal “proprio centro”, cioè.
Fuori da quell’esser-ci che si diceva poc’anzi, e che solo nelle “qualità personali”, nell’essere un uomo “di spessore”, si realizzano.

L’incapacità di una ragione che rinuncia a se stessa rivolgendosi ai campi dell’irrazionale come misticismo, droga e via dicendo, e/o dall’altra parte facendosi guidare dal solo sentimento sono solamente gli aspetti complementari dello stesso fallimento.
E’ necessario un’*ampliamento della ragione* che superando lo scientismo, l’ossessione del nuovo modaiolo, il “misericordismo”, “buonismo” eccetera, cioè questo delirio sociolatrico dallo spessore di un encefalogramma piatto, sappia nuovamente aprirsi alla dimensione del profondo e del verticale, della qualità e del meglio, in un nuovo rinascimento che contenga tutte le dimensioni dell’essere umano senza negarne nessuna.

FEMMINICIDI E ANNIENTAMENTO
“Essere o non essere ?”
Se ci sei “sono”, se vai via “non sono”
La mancanza di coscienza di sé, di “spessore”, genera quel “sosia” che l’alienato vede sulla sua donna poiché vi “proietta” sopra quello che a lui manca.
Questo genera quei rapporti “simbiotici” che poi degenerano in femminicidi che non sono solo “l’abbandono di una donna” ma “l’abbandono del mondo intero”.
Quello del *senso*, verticale, della qualità che, ignorato e/o ritenuto superato nella piattezza contemporanea, si ripresenta altresì in forma arcaica, primitiva, quindi violenta.
E’ solo una declinazione conseguente a quanto appena detto in “Qualità e tempo”

QUALITA’ E TEMPOultima modifica: 2017-08-21T13:06:45+02:00da allan11
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