NUOVO MATERIALISMO

“Nuovo materialismo, perché riteniamo che il vecchio materialismo, quello più celebre d’ispirazione storica e marxista, sia un paradigma teorico ormai consumato e inutilizzabile.
Ma per noi nuovo materialismo non si coniuga certo con nuovo realismo. Perché la nostra impostazione teorica è ben lontana dai tentativi recenti di riproporre, dopo l’esaurimento dell’ermeneutica postmoderna, dopo cioè il dominio dell’interpretazione, un realismo del fatto, d’ispirazione analitica e scientistica, che vorrebbe tornare a riaffermare una improponibile priorità della realtà oggettiva sulla realtà soggettiva, dimentica di quanto, al contrario, l’oggetto sia costruito e intessuto fin nelle sue strutture più elementari dal soggetto.
Giacché per noi nuovo materialismo significa, invece e proprio, approfondire e radicalizzare la questione della soggettività. Significa concepire la possibilità di un pensiero incarnato, che muova, nel suo indagare, dal corpo biologico-emozionale d’ognuno e, insieme, dal corpo sociale in cui quello s’iscrive.
Un nuovo materialismo che faccia centro gravitazionale del suo sapere la corporeità, individuale e sociale, rivendica come tesi antropologica di fondo che l’essere umano non sia interpretabile e risolvibile nei termini della sua attività linguistico-simbolica.
Heidegger e Lacan, a muovere dalla maestria indiscussa del primo, hanno infatti costretto l’antropologia e la filosofia a sacrificare sul versante dell’interlocuzione linguistica e simbolica ogni riferimento ai dati sensoriali e corporei dell’esperire, promuovendo una cultura congelata su un panorama segnico-ermeneutico autistico ed autoreferenziale.
Del resto ormai tutti constatano, a partire dal proprio esperire, che il postmodernismo, con la sua tesi principe che l’Essere sia null’altro che linguaggio, s’è definitivamente concluso.
Proprio perché, noi pensiamo, il realismo brutale dell’economico sia venuto mostrando sempre più il vero contenuto storico-sociale della indebita valorizzazione del linguaggio: la subalternità dell’umano a un passaggio tecnologico-epocale che ha messo al lavoro la mente calcolante e discorsiva, consegnandoci a una soggettività “comunicativa di massa”, astratta e priva d’interiorità.
Di fronte al sistema del capitalismo globale non valgono né le raffinatezze del decostruzionismo, né le declinazioni della biopolitica, né la filantropia del multiculturalismo: quanto una teoria che sappia proporre una filosofia antropologica, sia sul versante personale che su quello socio-politico, capace di una totalizzazione di relazioni di vita, sia interiore e personale che ecologica e sociale, ben superiore e ulteriore, al dolore e allatristitia del vivere imposta oggi dall’egemonia del presente.”

Editoriale

NUOVO MATERIALISMOultima modifica: 2017-05-02T12:22:00+02:00da allan11
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