“Conosci te stesso”

Se c’è una cosa che la filosofia pare essersi completamente dimenticata di fare, da secoli e secoli, è quel “conosci te stesso” per la quale pareva essere nata, forse perché ottusamente ridotta al solo *pensiero*.

Conosci il “fuori da te stesso”, il mondo, la società, il potere, Dio, l’universo tutto…ma del “conosci te stesso” pare non esservi rimasta la minima traccia. “Tutto il resto significa soffermarsi, è una mezza misura, è un tentativo di fuga, è il ritorno all’ideale della massa, è adattamento e angoscia di fronte a se stesso.”*

La cosa più difficile da fare è voler solo cercare di vivere ciò che spontaneamente viene da se stessi, da quel “…sapere che dentro di noi c’è uno che sa tutto, vuole tutto, fa tutto meglio di noi”* “Io ero un parto della natura, lanciato verso l’ignoto, forse verso qualcosa di nuovo…terreno fresco anziché essere attinto da collezioni e biblioteche…, o forse verso il nulla, lasciare che si sviluppasse dal profondo, obbedire al mio destino e far mia la sua volontà, questo era il mio compito. Nient’altro.” *

Viviamo, quindi, invece, in un epoca di delirante “Sociolatria”, solo una nuova “religione civile” officiata dai mandarini dei mass-media.

Un sociale che ha lo spessore intellettuale di Facebook, quello artistico di un “selfie” e quello filosofico che sa solo dire come la “volontà di potenza” sia tutto ciò che puoi conoscere di te stesso. Solo un serpente che si mangia la coda in un eterno ritorno di Narciso quale spessore dell’umanità intera.

Ma del “conosci te stesso” più nessuna traccia.

Il fallimento e la patologia di questa società è il fallimento e la patologia della filosofia tutta che solo questo aborto è stata capace di generare in duemila e passa anni.

* “Damien” di Herman Hesse

PS: Tra Nietzsche e Kierkegaard passa la stessa differenza che tra un idiota e un saggio, nella conoscenza di sé stessi.

“Conosci te stesso”ultima modifica: 2016-05-31T13:17:05+02:00da allan11
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