IL DEMONE STRUTTURALISTA

taken by Curzio Nitoglia

Lo Strutturalismo francese è la dottrina contro-filosofica secondo la quale si debbono (non solo si possono, ma è assolutamente necessario) studiare le relazioni (o “strutture”, ossia il rapporto di una cosa con l’altra) tra i vari termini, senza conoscere i termini stessi. Il fondatore dello strutturalismo Claude Lévy-Strauss scrive: «lo strutturalismo preleva i fatti sociali nell’esperienza e li trasporta in laboratorio. Là li rappresenta sotto forma di modelli, prendendo in considerazione non i termini, ma le relazioni tra i termini». Ma come si può parlare del rapporto di una cosa con l’altra senza conoscere le cose che stanno in rapporto reciproco? È come se si volesse parlare della relazione di paternità o figliolanza, che intercorre tra padre e figlio e viceversa, senza conoscere e prendere in considerazione il padre e il figlio.

S. Tommaso D’Aquino (S. Th., I, q. 13, a. 7) spiega che i termini della relazione o “rapporto di una cosa coll’altra” sono quattro: 1°) il soggetto cioè l’ente al quale la relazione si riferisce (p. es. paternità-padre); 2°) il termine con il quale il soggetto è posto in relazione (figlio); 3°) il fondamento del rapporto tra soggetto e termine (generazione attiva); 4°) il rapporto o vincolo che lega soggetto a termine (parentela o paternità). La relazione (paternità) ha un essere accidentale proprio che è l’inerire o “esse in” alla sostanza (padre). Ora l’accidente non è un ente, ma è dell’ente: il suo essere è di inerire ad una sostanza; esso è precario e insussistente in sé, ossia incapace di esistere in sé e per sé e quindi deve sopraggiungere o accedere (accidens, accedit, dal latino ad cedere) ad una sostanza, la quale esiste in sé e per sé e fa da sostrato all’accidente (sub stantia, substat, da sub-stare). Se manca il sostrato, l’accidente viene meno. Per esempio, l’essere medico accede e perfeziona la sostanza uomo. Se non c’è l’uomo, non ci sarà neppure il medico, il musicista…(S. Th., II-II, q. 23, a. 3). Quindi se non c’è un padre, non esiste un figlio e non sussiste la relazione di paternità; se non c’è un figlio, non esiste un padre e non sussiste la relazione o “struttura” di figliolanza. Quindi è impossibile studiare la paternità o la struttura se non c’è il padre, ossia la sostanza.

Lo Strutturalismo a partire dall’esperienza arriva alla elaborazione di laboratorio, che separa la relazione dai termini relativi, ossia l’accidente dalla sostanza. Ora la definizione di accidente è “ciò che inerisce su una sostanza”. Quindi l’accidente senza sostanza è un puro ente logico o di ragione senza fondamento nella realtà. Donde la prima caratteristica dello strutturalismo è una metodologia nichilistica che studia “strutture” fondate sul nulla. Esso cerca di costruire o meglio “creare ex nihilo” – come fa la mente del pazzo allucinato – schemi di relazioni o strutture, facendo astrazione dai termini reali che fondano la relazione, soprattutto in campo antropologico e sociologico con Lévy-Strauss, (che rilancia il marxismo classico secondo cui l’economia è la struttura su cui si basano le sovrastrutture) e in campo psicologico con Jacques Lacan (elaborando schemi di relazioni oscure dell’inconscio, affiancandosi al freudismo e sorpassandolo nell’elogio del folle).

Il metodo dello strutturalismo si fonda sulla teoria della conoscenza secondo cui la ragione umana può conoscere solo le relazioni (o “strutture”) e non le sostanze o essenze delle cose, che, se esistono, sono inconoscibili, come per rabbi ben Maimon sarebbe inconoscibile la Natura di Dio. Niente di nuovo! È solo la estensione dello scetticismo classico di Pirrone († 275 a. C.) e del soggettivismo moderno, specialmente kantiano, secondo cui non conosco la cosa in sé (noumeno), ma come mi appare (fenomeno), al campo della sociologia materialista (Marx) e della psicanalisi del subconscio o dell’inconscio (Freud). Lo strutturalismo oltrepassa, tuttavia, la modernità kantiano-hegeliana e si colloca in piena post-modernità nichilistica in quanto nega non solo la possibilità di conoscere la realtà oggettiva (Kant) o la sua esistenza (Hegel), i fenomeni (sensismo o empirismo inglese), i fatti o esperienze individuali (positivismo), ma anche l’esistenza di un Soggetto, un Io o Spirito assoluto, poiché non conosciamo termini o soggetti, ma solo le loro relazioni, il che è assurdo perché senza soggetto o termine non c’è relazione. Perciò lo strutturalismo come metodo e come gnoseologia è essenzialmente nichilistico e postmoderno.

La “contro-filosofia” strutturalista è stata ben definita dal suo fondatore Claude Lévy-Strauss come pensiero selvaggio. Infatti – secondo lui – la logica, la ragione stessa dell’uomo è una mistificazione, un’invenzione fondata sulla filosofia realistica e la metafisica dell’essere, secondo le quali esiste una realtà oggettiva, un soggetto conoscente e dei termini, mentre per lo strutturalismo esistono solo le strutture o le relazioni, che si manifestano linguisticamente (de Saussure) negli scritti e nelle azioni umane, psicanaliticamente (Freud) nel subconscio umano o sociologicamente (Marx) nelle relazioni dei popoli selvaggi, che non sono stati deviati dal pensiero logico e dalla metafisica classica (il marxismo dalla lotta di classe del proletariato è portato dallo Strutturalismo sessantottino all’irrazionale e al delirio, che distruggono la cultura europea meglio di quanto abbia fatto la lotta e l’odio di classe proletaria). Il compito dello strutturalismo è quello di cancellare anche in Europa il ricordo della logica e della metafisica, per rendere il “vecchio Continente”, e possibilmente anche l’ambiente ecclesiale, simile ai selvaggi aborigeni delle tribù primitive. Quindi Lévy-Strauss propone una contro-evangelizzazione, che renda selvaggia anche l’Europa, la quale prima evangelizzava e civilizzava i selvaggi, mentre adesso sta per essere tribalizzata e imbarbarita dall’invasione di massa dei nuovi selvaggi, che vengono d’oltre Oceano a inselvatichire la vecchia Europa, così come l’Ultra-modernismo vorrebbe imbarbarire anche la Chiesa si fieri potest. La musica che oggi è divenuta rumore è un’applicazione dello strutturalismo al campo della melodia e all’armonia, le quali sono state volontariamente cancellate per cedere il posto alla dissonanza e al chiasso frenetico.

La conclusione teoretica cui giunge lo strutturalismo è il nichilismo metafisico, la cui conseguenza pratica è il nichilismo morale. Infatti, se per la filosofia moderna più spinta ossia l’hegelismo esiste uno Spirito o Io assoluto, lo strutturalismo decreta la morte di ogni realtà non solo oggettiva, ma anche del soggetto o Io assoluto. Non c’è oggetto né soggetto, materia o spirito, vi sono solo strutture o relazioni campate sul nulla. Ora ex nixilo nihil fit. Quindi la stessa struttura è impossibile. Se lo strutturalismo decreta teoreticamente la morte del reale oggettivo e soggettivo, dell’uomo, della conoscenza, praticamente ne segue la morte o il ribaltamento della morale rimpiazzata dalla psicanalisi dell’inconscio, che rende lecite tutte le azioni più immorali e perverse, in quanto strutture o relazioni del subconscio più oscuro, al quale deve essere lasciata ogni libertà.

Secondo Lacan e Focault non è corretto dire “Io penso”, ma occorre dire “si pensa” per mettere in rilievo la struttura o la relazione, senza soggetti o termini, che pensa (a vuoto). Infatti anche Lévy-Strauss dice che “l’uomo non ha alcun senso”. Quindi, praticamente o “eticamente”, conviene lasciarsi andare verso l’inconscio, l’incosciente, la follia, la droga, l’allucinazione. La materia di Marx, l’Io di Hegel sono rimpiazzati dal nulla dello strutturalismo, che tanto ruolo ha avuto nella Rivoluzione studentesca del 1968, assieme alla Scuola di Francoforte. Entrambe hanno dato il colpo di grazia alle ultime vestigia della civiltà greco-romana e cristiana (la filosofia, la teologia, la cultura, la letteratura, la poesia, l’architettura, la musica, l’arte e il diritto). Queste dottrine deliranti, selvagge, irrazionali e illogiche hanno portato alle riforme medico-psichiatriche secondo le quali i pazzi, essendo selvaggi illogici e non corrotti dalla metafisica classica, dovevano essere considerati normali (Lacan, Basaglia e Focault). Lacan ha teorizzato e Basaglia ha messo in pratica la dottrina secondo cui l’inconscio prevale sul conscio (neo-psicanalisi freudiano-strutturalista) e quindi ha tessuto l’elogio della pazzia, così come Paolo VI ha teorizzato, Giovanni Paolo II ha messo in pratica e Francesco I ha portato al parossismo la prassi annichilatrice della teologia dogmatica ed anche pastorale (si può fare un’analogia con Marx, Lenin e Stalin riguardo al Socialismo scientifico, teorizzato dal primo, applicato dal secondo e portato alle conclusioni più estreme ed aberranti dal terzo). Questo è l’esito del pensiero filosofico moderno e post-moderno: il nulla, la follia, la droga, il tribalismo cavernicolo. Come oltre la modernità vi è il nichilismo e il precipitare nell’abisso del nulla ove tutto affonda, così dopo il neo-modernismo vi è l’ultra-modernismo che sprofonda nel mare del nulla. Ora dopo il nulla vi è solo il nulla. Quindi possiamo cominciare a sperar di riveder le stelle.

Questo modo di sragionare ha “vinto” la battaglia presente. Il mondo, la scuola, la famiglia, persino gli uomini di Chiesa (col Concilio Vaticano II e il “Vaticano III pratico-pratico” di Francesco I) hanno respirato a pieni polmoni questa nube tossica chiamata modernità, post-modernità e strutturalismo. Umanamente parlando la lotta è impari. Infatti l’individuo è stato corrotto sin nelle profondità dell’anima, passando attraverso i sensi (musica, droga, apatia). Quindi solo Dio potrà tirarci fuori dal “pozzo dell’abisso” (Apoc., IX, 1) in cui siamo stati precipitati e che già Gregorio XVI nell’Enciclica Mirari vos (1832) vedeva in procinto di spalancarsi quanto all’errore del Liberalismo, dal cui “abisso” sarebbero usciti ogni sorta di errori, rivoluzioni e depravazioni.

In un certo qual senso la portata sovversiva e dissolutrice dello strutturalismo francese supera persino quella della Scuola di Francoforte. Infatti, se essi hanno in comune il connubio tra psicanalisi e marxismo, lo strutturalismo arriva sino al parossismo del “non-pensiero” o dell’inconscio superiore alla coscienza, all’elogio dell’illogico e perfino della pazzia in senso stretto del termine e quindi decreta la “morte dell’uomo e dell’anima”. L’uomo, infatti, è un’invenzione, non è una sostanza ma una relazione e “non ha nessun senso”. Se si parte dal principio strutturalista che non esistono termini o soggetti, ma solo relazioni campate in aria, queste conclusioni aberranti sono del tutto conseguenti e coerenti. “C’è molta logica in questa follia” direbbe l’Amleto di Shakespeare, e ex contrario “c’è molta follia in questa illogicità” possiamo dire noi e “c’è del marcio in Danimarca [nel mondo]” potremmo dire con il re danese. Il narcisismo dell’Io che si specchia nell’Io spiega l’illogicità, la follia, il marcio e le turpitudini pratiche teorizzate e ammesse dello strutturalismo. È un mondo indotto scientificamente all’impazzimento.

Perciò la pretesa superiorità dei “Paesi civilizzati” atlantici/occidentali/statunitensi sulla “civiltà” della Vecchia Europa (“civilizzazione” operata da parte dei “Paesi civilizzatori” europei: Spagna, Portogallo, Francia e Inghilterra), i quali hanno civilizzato il “Nuovo mondo atlantico” solo parzialmente a partire dal XV-XVII secolo; nonché la pretesa superiorità della “civilizzazione” statunitense sulla metafisica e la cultura o civiltà del mondo arabo ed anche sulla sana parte della metafisica medievale ebraica (Avicebron e Maimonide, escluso l’apofatismo di quest’ultimo) è un’invenzione dell’illusionismo di massa prodotto dai mass media (cinema holliwoodiano, televisione e stampa di regime).

Da ciò si capisce sempre più ciò che avviene oggi in medio oriente (specialmente in Siria), l’operazione di boicottaggio contro le Olimpiadi della Russia di Putin e la rivolta in Ucraina fomentata dagli Usa e dall’Unione europea. Fatti che sembrano del tutto contingenti e casuali, ma che affondano la loro radici nel conflitto tra metafisica e anti-metafisica. Questa è la lotta del Nuovo Ordine Mondiale eretto dai suppositi di satana e ispirato dal Maligno contro l’Ordine che regnava ancora parzialmente nei Paesi eredi della tradizione greco/romana e scolastica, della metafisica medievale araba, il quali sono aggrediti dal teo-conservatorismo statunitense, figlio dell’immanentismo moderno, per distruggere le reliquie dell’ordine umano, che ci aiuta a risalire all’Ordinatore divino come dall’effetto si risale alla causa.
La questione siriana è l’ultimo atto del declino del mondo moderno e contemporaneo, che si trova oramai in uno stato di coma profondo e irreversibile (economicamente, finanziariamente, politicamente, giuridicamente, filosoficamente, teologicamente, moralmente e bellicamente)

http://doncurzionitoglia.net/2014/02/24/la-filosofia-ebraica-contemporanea-il-nichilismo-teologico-la-cabala-di-massa-il-relazionismo-lo-strutturalismo-il-sionismo-e-la-religione-olocaustica/

IL DEMONE STRUTTURALISTAultima modifica: 2016-03-20T15:24:45+01:00da allan11
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento