*Paradigmi*

Nella “Filosofia della scienza” contemporanea, tanto per cominciare subito a parlare a ragion veduta di che cosa è scientifico e cosa non lo è, si scontrano due *Paradigmi*, quelli cioè che per il suo riconosciuto esponenete principale, Thomas Kuhn, è lo “zoccolo duro” di ogni partito preso, diciamo così, per semplificare, sebbene si trattasi di un concetto serissimo e dibattuto fino allo sfinimento nel mondo accademico, principalmente nel suo “stridere” con quello di *Falsificazione* di Karl Popper, altro cervellino da niente !!
Bene.
Il primo di questi *Paradigmi* è quello che sorregge il *Postmoderno* tutto. Il “Relativismo culturale”, insomma.
Il secondo è quello che sta alla base di quella che chiameremo *Postsecolarizzazione*, di cui si accenna in questo articolo di un lustro fa’.
http://lasottoculturadelrelativismo.myblog.it/?p=2566873

Sono, comunque, due *paradigmi” di ordine Antropologico, innanzitutto, che vertono, cioè, su che cosa sia l’uomo. Cosa si può dire di certo a proposito dell’essere umano.

Iniziamo da una descrizione necessariamente sommaria del primo, il *Postmoderno*.

Nasce, sostanzialmente negli anni sessanta anche se affonda le sue radici sul finire degli anni quaranta del secolo scorso, con quel famoso Levy-Strauss che, passando per de Saussure approda infine alla “moda” psicoanalitica di Lacan, con tutte le conseguenti declinazioni, che dalla Francia si sono espanse negli Stati Uniti, e da lì ritornate in Europa più forti che mai occupando tutte le cattedre universitarie principali, il mondo accademico tutto, insomma, al di qua e al di là dell’oceano.
In questo articolo detto sviluppo è desritto molto più dettagliatamente.
http://oltreilvuotorelativista.myblog.it/…/…/gender-history/

Il peso di detto Strutturalismo ruota attorno alla *Linguistica*, nel suo aspetto *Paradigmatico*, appunto, di de Saussure, il suo fondatore nell’epoca moderna.

Intorno alla metà degl’anni ’70 è avvenuta però una *Rivoluzione* nella *Linguistica*, che ha scardinato questo *Paradigma* iniziale di de Saussure, per essere sostituito da quello della metà degl’anni ’50 ma solo ora assurto al primato della “Grammatica generativa” di Noam Chomsky.

Oggi, infatti, nessun linguista si rifà più a de Saussure, se non quando si fa la storia di questa materia come si cita Tolomeo prima di Copernico, ma nulla di più è rimasto.

Ma tale obsolescenza non è colta a nessun livello mediatico.
Nessuno.

Parrebbe infatti, che tale *Rivoluzione Paradigmatica* non fosse mai avvenuta, stante l’imperante convinzione diffusa che è ben visibile nella struttura di quel *Politicall correct* che ne è l’emblema e le cui conseguenze sono infinite negli usi e costumi attuali che ne sorreggono quel “Relativismo culturale” che ne è il frutto. Marcio sì, ma che nessuno pare vedere.
Probabilmente ciò è dovuto alla tutt’ora dilagante ignoranza in materia scientifica che la vede solo procedere evolutivamente quando invece avviene per sbalzi, da un paradigma all’altro cioè, senza soluzioni di continuità. Da cui appunto la definizione “Rivoluzione Paradigmatica”.

Insomma, il mondo è cambiato ma nessuno se ne è ancora accorto.
Sì, perchè questi cambiamenti scientifici comportano, conseguentemente, una diversa *Gestalt*, o *visione del mondo*, come si preferisce tradurre questa intraducibile parola tedesca.

Siamo passati , insomma, dalla *Desoggettivizzazione*, nuovamente al primato del *Soggetto*.
Ne va’ del Multiculturalismo tutto.

Farne un elenco delle conseguenze sarà oggetto dei prossimi lavori.
Per il momento fermiamoci agli accenni che traspaiono da questa intervista a Noam Chomsky stesso.

Noam Chomsky sul postmodernismo

Noam Chomsky discute della filosofia postmoderna e delle élites intellettuali.

*Paradigmi*ultima modifica: 2015-10-29T13:47:25+01:00da allan11
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