Il “De profundis” dell’Occidente

Oscar Wilde, grande ammiratore di Joris Karl Huysmans, a cui si richiama costantemente Michel Houellebecq nel suo attuale bestseller “Sottomissione”, scrisse il suo famoso “De profundis” quando, incarcerato, si convertì al cattolicesimo, come del resto lo stesso Huysmans prima di lui, sebbene in ben più serene circostanze, dopo una lunga ed analoga iperlussuosa vita all’insegna del più sfrenato, disperato e illimitato edonismo di una “libertà per l’inferno”.

Il romanzo di Houellelebecq completa questa trilogia di geni letterari sviluppando una sorta di analogo “De profundis” wildiano ma, contemporaneamente e parallelamente, completando un altra trilogia, questa volta profetica, sulla scorta altresì, di un “1984” orwelliano e “Mondo nuovo” huxleyano, ma ambientato in un ben più prossimo 2022 quando, in Francia, prende il potere un Presidente islamico.

Questo spunto letterario permette a questo geniale autore una critica serrata e precisa, nonchè spiritosa e raffinatamente psicologica,  delle cause della decadenza dell’Occidente decifrandole in profondità e, per molti versi,  pare infine realizzare anche la profezia di Nietzsche, anch’esso citato con molta precisione sul finire del romanzo, del definitivo passaggio de l'”Ultimo uomo” nichilista e gaio occidentale, al mistico , come lo ritiene Massimo Cacciari,  “Superuomo”, inaspettatamente, però,  in chiave, islamica !!.

“Non avrei avuto niente da rimpiangere” sono le ultime parole con cui termina il romanzo.
Ed effettivamente, dipinta in questi termini, non ci sarebbe proprio nulla da rimpiangere dell’ottuso decadentismo contemporaneo e, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare all’inizio di questa lettura, duole un po’ che sia solamente una fantasiosa opera letteraria.

Ma in fondo, però, tra “1984” di Orwell, “Mondo nuovo” e “Ritorno al mondo nuovo” di Huxley,  e questo “Sottomissione”, pare di leggere il passato  di cosa fu il comunismo,  il presente dell’attuale Sistema globalizzato, e il futuro, inevitabile, in un modo o nell’altro, di questo mondo laico oramai invaso da metastasi cancerogene nell’inconsapevolezza generalizzata dei suoi festosi “Ultimi umanistici omarini”.

Il “De profundis” dell’Occidenteultima modifica: 2015-01-24T03:42:57+01:00da allan11
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