LA NOTTE DEL DESIDERIO

Cercarono inutilmente un canale musicale. Tutti stavano trasmettendo dell’improvvisa scomparsa per overdose di cocaina di una famosa e giovane rock star..
“Ecco dove termina poi la follia della morte di Dio. – disse Allan guardando le immagini sullo schermo .
Sui suoi sostituti ! Il grande uomo moderno, il “divo”, è l’illuso che pensa di potervisi sostituire impun…emente. L’incauto evocatore di una illusione collettiva che agisce nell’unico modo da essa conosciuto, la pietra tombale dell’occultamento, sotto il cui peso la vittima, finalmente famosa, è sepolta, viva o morta che sia.
Il personaggio famoso è un fallito perché vede riflesso nella moltitudine che lo fa a pezzi e lo adora il proprio desiderio moltiplicato per mille e trasformato in trappola mortale.”
“Si spieghi meglio che non ho capito nulla di quello che vuole dire “ replicò il professore mentre Gabriel restava in silenzio.
“E’ presto detto : la parola “divo” non mette già in luce, di per sé, il collegamento con il “divino” ? Il Sacro ?”
“Sì” annuì il professore.
“E non abbiamo già detto nelle nostre infinite discussioni che il “divino” solo umano, quello prima di Cristo, quello Dionisiaco, era tutt’uno con i “sacrifici umani” ?”
“Certo”.
“Con quell’uomo prima ritenuto causa di tutto il male e che quindi, una volta sacrificato, veniva poi divinizzato per la misteriosa pace che apportava nella comunità ?”
“Sì”
“Bene. Quello che volevo arrivare a dire è che è meglio non scherzarci affatto con il Sacro.
E’ una forza misteriosa e potentissima, checché la gente lo neghi o non se ne renda neppure conto.
Una forza che agisce imperterrita nel’ Inconscio delle persone fregandosene bellamente della loro rimozione dalla Coscienza.
Ecco allora che arriviamo al dunque.
In un mondo secolarizzato come il nostro, senza difese da questa forza inaudita, i più sfortunati, contrariamente alle apparenze, sono proprio coloro che lo sostituiscono, Dio. Quei “divi”, appunto, di cui stiamo parlando.
Quelli che, viceversa, parrebbero i più fortunati.
Se non stanno estremamente attenti, infatti, se non hanno qualcuno tra chi li circonda capace di riportarli alla realtà, rischiano di cadere brutalmente e rovinosamente nell’illusione di essere “divi”, “divini” loro stessi.
E questo li uccide, inevitabilmente.”
“Perché ?”
“Perché succede a loro la stessa cosa che successe a lei quando non sapeva più distinguere Dioniso da Cristo. Quando vagava dall’uno all’altro che la ragione aveva già smarrito”
“Si spieghi meglio” ripeté il professore
“Ha ragione. Spesso le cose semplici sono le più difficili da spiegare. Allora, proviamo a metterla giù in questi termini : Non ci si può sostituire impunemente a Dio !! Lei, professore, lo fece volontariamente ad iniziare da quella “volontà di potenza” che, nei termini da lei concepita, su di un nulla sottostante, doveva portarla a sostituirvisi a quel Dio cristiano che tanto aborriva. Questi ingenui ragazzi, invece, si ritrovano involontariamente catapultati sull’Olimpo da una società che ha fatto piazza pulita di tutto ciò che riguarda il divino e che quindi sono costretti ad incarnare. E qui sorge il pericolo che ha portato alla tomba schiere di rock star e divi del cinematografo: la MANIA, quella divinità che gli antichi greci avevano ben classificato come pericolosissima.
In un primo momento, il sentirsi “divini”, è molto piacevole ma poi, siccome è solo una illusione, che la mostra e una natura di “mortali”, ecco che questa “mania”, questa illusione comincia, prima o poi, a mostrare delle crepe.
E in un attimo si trasforma nel suo esatto contrario : la depressione. Che dove sta l’una sta anche l’altra
Ecco allora che lo sconforto, la depressione per l’inconsistenza di questa “divinizzazione” comincia a far breccia nella mente di questi “novelli dei”.
A questo punto le strade possono essere solo due.
Accettare di non essere quegli “dei” che chiunque li avvicini vede in loro. Magari grazie all’aiuto di una moglie saggia che gli ricorda che la loro unica e autentica realtà è quella dell’essere padre dei loro figli. Come chiunque altro.”
“Oppure !?” chiese il professore.
“Oppure qualcosa che invece li aiuti a dimenticare questi attimi sconfortanti in cui hanno coscienza di non essere che normalissimi umani. Dei “mortali” e non degli “dei”. Che quella gloria non appaga perché illusoria. Ed ecco allora che la droga, l’alcol, gli psicofarmaci sono l’unico rimedio a quello sconforto.
E lei vedrà che chi non è morto abusando dell’una è morto abusando dell’altra.
Tutti. Indistintamente. E altri ancora ce ne saranno finché…..”

LA NOTTE DEL DESIDERIOultima modifica: 2014-08-12T18:21:22+02:00da allan11
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