SE’ CORPOREO

 «Non è scientificamente sostenibile che l’abbinamento madre/maschio o padre/femmina non giochi un ruolo determinante nello sviluppo psicologico del bambino».
Sono stati scienziati italiani a dimostrare la presenza nel nostro cervello di “Neuroni specchio

Si tratta, quindi, di neuroni motori, presenti in diverse regioni cerebrali, collegati attraverso una ricca rete sinaptica con tutte le aree cerebrali motorie e cognitive.

Il risultato finale (di detti neuroni specchio) è che, consentendo al cervello di confrontare i movimenti osservati o immaginati a quelli propri, rendono possibile comprendere non solo lo svolgimento meccanico, ma anche il significato dell’azione motoria, fino a individuarne la componente intenzionale.

Funzioni che vanno ben al di là del semplice atto motorio, poi, fino a darci una nuova chiave di lettura delle cosiddette “funzioni simboliche superiori”, quali apprendimento, imitazione, linguaggio, emozioni, affettività ed empatia.

La conoscenza di sé e la costruzione del senso d’identità, fra loro interagenti. Il bambino definisce sé stesso cercando risposta a una domanda interna, ancestrale e inconsapevole: “chi sono io?” e lo fa utilizzando il materiale che ha a disposizione, cioè il proprio corpo (patrimonio genetico, il patrimonio neurobiologico, di cui il sistema di rispecchiamento è componente essenziale, soprattutto nelle fasi iniziali della vita), interfacciato al patrimonio “ambientale” che ha a disposizione, cioè papà, mamma, fratelli, luogo sociale con tutte le sue variabili.

Questo delicato processo di costruzione della propria personalità è strutturale e globale: riguarda il corpo, con tutte le sue caratteristiche anatomo-funzionali, la cognizione (dall’affettività all’emotività, dal comportamento al pensiero), la socialità (dal sentimento di difesa e conservazione, all’autostima e alla gestione dell’alterità e della relazione), attraverso un lavoro complesso, graduale, continuamente rimodellato e influenzato da fattori della propria “biografia”.

Per “sentirsi bene” il bimbo – accanto al bisogno di nutrirsi, di dormire, di essere protetto, amato e accudito – ha bisogno di “conoscersi” a 360 gradi, nella sua componente somatica (conoscenza del proprio corpo) e nella componente cognitiva (emozioni, sentimenti, relazioni).

Questo processo richiede un lavoro di assemblaggio fra due opposte esperienze: da una parte assimilazione/ identificazione e dall’altra esclusione/differenziazione del proprio sé, corporeo e psichico, confrontando quanto lo identifica con il padre e quanto lo differenzia dalla madre, e viceversa.

Ritenere ininfluente o insignificante che la relazione con la figura materna sia esperita attraverso un soggetto maschio o, viceversa, che la relazione paterna sia gestita da un soggetto femmina è – al di là di ogni categoria antropologica – in contraddizione con tutto quanto acquisito in ambito neurobiologico e che il sistema dei NS ci ha rivelato.

Spesso ricorre l’espressione “quello che conta è l’amore”, certamente un po’ irenica, ma non del tutto priva di valore e di significato, ma stiamo parlando di ben altro e di tutt’altro: la corporeità (con la relazione affettiva che essa veicola) è struttura concreta, imprescindibile e non sostituibile, per lo sviluppo armonico del sé corporeo (e, successivamente, psicologico) del bambino, essendo stimolo diretto e primario, attivante il sistema di rispecchiamento.

Anzi, è da considerarsi oggettivamente pericoloso che questo primo stimolo abbia le caratteristiche della “confusione” organica/somatica: come non pensare che – almeno in via di alta probabilità – non possa costituire un elemento turbativo nel processo di strutturazione intrapsichica del bimbo?

 

PER CHI VUOLE APPROFONDIRE IL TEMA :

http://oltreilvuotorelativista.myblog.it/2014/01/23/neuropsicologia/

IO CORPOREO (quello che i Gender non hanno)
“…la psicoanalisi ci insegna che non è possibile prescindere dal corpo, che l’Io, come scrive Freud, è soprattutto un Io corporeo,……..”

w.spiweb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=4480%3Alei-her&catid=356&Itemid=555

 

GHIRIBIZZI LGBT
….quello che è più…”estroso”…in questa gente e come “bypassano” l’Io corporeo come niente fosse per ridurlo invece a….”il senso intimo, profondo e soggettivo di appartenenza alle categorie sociali e culturali di uomo e di donna, ovvero ciò che permette a un individuo di dire “io sono un uomo, io sono una donna”, indipendentemente dal sesso anatomico di nascita». ASTRAZIONE ! Nient’altro.

SE’ CORPOREOultima modifica: 2014-01-25T20:25:49+01:00da allan11
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