CINQUANTA SFUMATURE DI IGNORANZA

Sottotitolo “History of romagnol ignuret”

Diciamo subito la verità fin dall’inizio : il titolo di “IGNURET” doc è molto ambito dal popolo romagnolo tutto.
Che già parrebbe facile accedere alle durissime selezioni quadriennali, in concomitanza con l’…altrettanto prestigioso titolo Olimpico, di cui gli storici discutono ancora ferocemente tra di loro su quale delle due competizione sia nata prima, …ma checcè a quando risalgano le sue origini, accedervi, si diceva, è tutt’altro che facile !

Un esempio storico, comunque, di cui il sottoscritto conserva memoria, avvenne agli inizi degli anni ’60 quando, incontrandosi due famose vecchie glorie di questo sport, uno da una parte e l’altro dall’altra della strada, il primo’ urlo tra la folla di pedoni sui marciapiedi….”OOOooo, Zvani’….T’AN MORA MEA CHE DOP AVANZ ME’ E PIO’ BROT D’IMOLA !!” (Oo, Giovanni, non morir micca che dopo rimango io il più brutto d’Imola)…tanto per sottolineare che l’anzianità non ne aveva attenuato tra loro lo spirito competitivo.

Un altro esempio storico, risalente sempre a quegli anni, fu quello dello scontro, prima verbale, tra un ignorantissimo contadino per nulla ferrato nella “nobile arte”, e un famoso pugile locale, a quell’epoca, assurto a gloria italica dei pesi non certo massimi ma neppure piuma, ora non ricorderei esattamente.
Usciti quindi dal bar per dirimere la questione come virilmente a quei tempi in uso, il famoso campione, gloria cittadina, si mise in posizione da combattimento…guardia serratissima, schiena arcuata, pronto a sganciare il suo micidiale geb….ma…per onestà sportiva proferì, al fine di doverosamente avvisare l’ignaro bifolco, con chi stava, disgrazia sua, per scontrarsi .
(per educazione e cortesia eviteremo di usare l’autentico nome di detto sportivo poichè non vorremmo mancargli di rispetto. Lo chiameremo , quindi…CALAMELLI, un nome a caso)
Ecco, quindi, che al momento del, immaginiamoci, gong del primo raund, questi esclamo’, come proclamando un marchio di fabbrica imbattibile :
“ME A’ SO’ CALAMELLI !!” (Io sono Calamelli) con uno sguardo di chi era abituato a stendere gli avversari per ko.
” E ME’ SO’ UN CUNTADE’ !” (E io sono un contadino) rispose il villico accompagnando la frase con un manrovescio, diciamo la verità, con bel poco stile, ma con l’efficacia di chi è avvezzo a lavori plebei, stendendo il campionissimo a pochi secondi dall’inizio della disfida.
Detto scontro rimase negli annali degli “IGNURANTAZZ”, categoria per eccellenza del “Romagnol Ignurent” doc, dove alle caratteristiche psicologiche si unisce, necessariamente, una certa prestanza fisica frutto non di palestra ma di atrezzo ben più diffuso in quelle umili contrade : la zappa !!

La lunga storia del “Romagnol ignurent” annovera, tra le sue file, anche auliche figure femminili di aspetto talora elegante ma che, tentate talora da impertinenti giovini, tradivano i loro umili… natali. “SIGNORA, FACCIA LA CODA” ebbe l’impertinenza uno di codesti giovani di proferire alla nobildonna che ignara dall’alto del suo lignaggio di dover fare la fila alle Poste come il popolo plebeo tutto. “OHE ZUVNOT A ME I CAVEL IM PIES LES!!” (Guardi, giovine, che a me i capelli mi piacciono lisci !)
Rimase pur sempre un mistero se la dama avesse frainteso l’invito dello sgarbato giovine e facesse l’antona, la finta tonta, cioè, o se anch’essa, sotto si nobili spoglie nascondesse un animo “ignurent” ante-femminismum-natus.
Inoltre, la “romagnola ignurenta doc”, donna gaudente e amante del sesso virile, può poi essere molto sfottente se il mandrillo non si rivela all’altezza delle circostanze e non le vuole nulla ad apostrofarlo con sprezzante ironia : “CUN CL’A PEL ED DAINO A LE’ DMATENA VAM A SUGHE’ LA MACHINA!!! ” (Con quel coso che ti ritrovi tra le gambe è meglio che tu ne faccia un altro uso, ben più approriato )

Caratteristica inconfondibile dell’”ignurant” doc, poi, allorchè in auto, è il gomito sinistro elegantemente esposto fuori dal finestrino, dodici mesi all’anno : ” A e semafor l’ignoret la sempar e gond fora’ da e finistre eca a zner’.” Inoltre, come è risaputo, il romagnolo “ignurant” o meno nasce, inevitabilmente, con E MUTOR (il motore) nel suo DNA. Pare addirittura, ma si suppone una leggenda, che quelli figli dei più fanatici, …più di motociclette che quelli dell’auto sono più rafinati,… sembra, pare, si diceva, che al latte materno venga aggiunta , fin dalla più tenera eta, qualche goccia di benzina frammista ad olio di ricino, che da all’insieme quella caratteristica scia di odore di motocicletta truccata.
Comunque sia per il romagnolo doc non esistono strade o autostrade. ESISTE SOLO LA PISTA. Ovvio, quindi, che il semaforo ….”quel a e semafor un s’brusa brisa. E fa l’anto’ ma sota e cofan d’la’ su utiliteria l’ha un mutor da 300 Caval!”….e, in attesa non tanto dell’accensione del Verde ma, ben più professionalmente, allo spegnimento del Rosso, come si addice hai piloti provetti, ecco che, se qualcuno potesse ascoltare quello che stà pensando in quei fatidici attimi dell’auto che lo affianca, sono più o meno questi pensieri intrisi di grandissima sportività :
“CIO’ SCHED DE CAZ che ta me bela GUNFIE’ i MARO’, TA ME FAT NA MALETA CLA SFREGA PAR TERA’! “….cioè…..”gentilmente la pregherei di non intralciarmi…che sarei già piuttosto…stressato…grazie”

Il romagnolo ignorante doc si distingue poi anche per la estrema delicatezza del gergo metaforico con cui si premura di informare, l’eventuale amico, che la propria mogli non brilla di virtù quali la fedeltà e la castita : ” T’CE PROPI BEC! TE PIO’ CORAN TE CHE UN SAC ED LUMEGH!!!” ( parrebbe che tu assomigliassi al maschio della capra e alle lumachine……tutti vezzosi animali noti per le protuberanze nella fronte )

L’ignorante romagnolo e’ poi anche un raffinato filosofo seguace dello scetticismo, per natura, e che, allorquando si confronta in raffinate diatribe dialettiche coi suoi colleghi nella piazza ( l’Agorà) ascoltando gli altri è d’uso confutare le loro tesi con sintetiche e chiare parole: “ASCOLTA DO PATAC AL NA MAI AMAZE’ NISO’” (ascoltare il tuo dubbio loquare mai fece male a veruno) spingendosi, addirittura talvolta, a proferire virtuosissimi e saggi consigli : ” VA A FET DE CUL TE e TRENTASE’ DI TU PARET e NE ZA CHE TI SE FAM EC UN ROZ ED PUGNET!!” ovvero “Adeguati ai tempi presenti tu e il tuo parentame tutto…e già che ci sei risolvimi pure i miei problemi di castità.”

Ma è in tema di “benvenuti” e garrula gioia nel rivedere un vecchio amico che il romagnolo ignurant doc si distingue surclassando chiunque : “CUT VEGNA UN CHECAR L’E’ TRI MIS TANT FE DAV’DE!” (Che la fortuna ti assista, son tre mesi che non ti facevi vedere)

Quando viceversa è irato schiaccia però i suoi avversari dall’alto della sua altissima cultura sia di medico che di raffinato agronomo :
CUT CIAPES AL MUROID! Oppure VA A SCURZE’ TE REMAL!
In questo secondo frangente, soprattutto, dimostra infatti la sua inconfondibile sapienza consigliando all’avversario , stante la sua palese inutilità intellettuale, di fare almeno qualcosa di utile per la comunità : Scoreggiare nel “remal”, ovvero nella CRUSCA, serve infatti a separare il grano da dette inutili scorie al fine di poter essere immagazzinato ripulito alla perfezione e venduto ad un adeguato prezzo stante la sua qualità incontaminata.
Questa l’origine agronoma di questa, apparente, insignificante allocuzione.
Quando poi è veramente arrabbiato, tralascia queste rafinatezze per riferirsi solo, metaforicamente, alla analogia tra il suo eloquio e quello di un cavallo invitandolo ad interrompere la discussione : VOT DEI UN TAI ED SCURZE’ CUMPEGN UN CAVAL ?

Infine poi, quando l’ira lo sovrasta accecandolo è d’uso terminare ogni discussione in questo drastico modo : ” COSP! T’CE IGNURET C’ME UN COSP! …”cosp” da “coppo” sorta di antica tegola che sta si tetti, non propriamente sinonimo di perspicacia…usato anche in alternativa con “Pietra” “T’é una pre ae post de zervell”….e dulcis in fundo: “T’AN SE PROPRI UN CAZ! US VED T’CE PROPI UN IGNURET” ( non sai proprio alcunche…si vede che ignori come stiano le cose )

Per gli amanti, infine, di detto forbito eloquio, il Professor Mongardi, dimostrandosi ancora una volta non solo un raffinato conoscitore della grammatica, ma bensì anche della fonetica del “Romagnol ignuret doc”, ci ha gentilmente regalato questa perla a chiosa dell’opera.
Grazie a tutti e arrivederci.

PS: Cliccate sui testi evidenziate per sentirne la pronuncia. Tenete lontano i bambini! http://www.iz4bqv.it/dialet/dialet.html Buon ascolto

IZ4BQV IGNORANZA ROMAGNOLA IN DIALETTO IMOLESE
www.iz4bqv.it
Qui potete leggere benefici delle erbe officinali in dialetto imolese!
CINQUANTA SFUMATURE DI IGNORANZAultima modifica: 2013-11-25T01:52:28+01:00da allan11
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