Antigone : il Desiderio radicale

All’interno di questo quadro, la figura e l’opera di Sigmund Freud si configura come il più importante termine dialogico e dialettico della riflessione ricœuriana. Non solo perché «il confronto con Freud e la psicoanalisi» consente – secondo Cucci – «di impostare il discorso etico come caratterizzato anzitutto dal desiderio, e precisamente dal desiderio di una vita riuscita, mettendo in discussione una morale basata unicamente sul dovere»

Abbiamo visto […] come il confronto con la psicoanalisi abbia portato all’acquisizione di alcuni elementi fondamentali per la riflessione etica del nostro autore. Anzitutto l’importanza del desiderio, contro una visione morale improntata unicamente al divieto o al dovere, mettendosi in conflitto con la vita stessa del soggetto, un conflitto espresso in modo non consapevole mediante nevrosi e malesseri psichici. In secondo luogo si è evidenziata l’importanza dell’interpretazione di alcuni campi del sapere, come i sogni, i miti, i simboli, la narrazione, e il ruolo proprio dei sentimenti; tutto ciò risulta forse un po’ dimenticato dalla riflessione filosofica moderna ma è estremamente importante per il mondo vitale del soggetto e per le motivazioni del suo agire»

Parcours de la reconnaissance (2003), poiché è proprio con la psicoanalisi che egli comprende che la prima domanda di riconoscimento avviene a livello di desiderio, che il desiderio umano è domanda di riconoscimento.

Ebbene, punto di partenza è ancora il desiderio, considerato nella Semantica dell’azione al crocevia tra il naturale ed il culturale, ovvero – come già nel De l’interpretazione – tra la forza e il senso. Nel saggio del ’65, su questo fatto della congiunzione di senso e forza nel desiderio, veniva individuato il nodo problematico della doppia epistemologia freudiana.

La tragedia è da Ricœur intesa nel saggio del ’90 come situazione etica per eccellenza: «Il sapere tragico presenta (…) una grande importanza per la filosofia, riportando alla luce elementi da essa forse un po’ dimenticati nel corso dell’epoca moderna, a causa di una prospettiva troppo marcatamente razionalista; in particolare possiamo segnalare come l’esclusione del tema dei sentimenti e delle passioni, insieme allo smarrimento della ricchezza del simbolo, abbia portato anche all’eclisse del desiderio e a una visione della vita improntata sopratutto all’utilitarismo e a una “sana mediocrità” tiepida, attenta a non farsi coinvolgere troppo per non soffrire. La saggezza tragica invita invece l’uomo a riappropriarsi di un patrimonio troppo a lungo taciuto, o valutato negativamente»

È in questo quadro che si inserisce l’analisi ricœuriana della tragedia dell’Antigone. Una riflessione che diventa un’acquisizione filosofica, un’immagine del tragico-etico umano opposta all’immagine dell’Edipo re letto e acquisito da Freud. Per Ricœur, contrariamente a Freud, è proprio la tragedia di Antigone, piuttosto che di Edipo, a rendere il dilemma etico fondamentale della nostra coscienza. Ecco perché Cucci titola il suo libro Ricœur oltre Freud.

http://www.recensionifilosofiche.it/crono/2007-07/cucci.htm

 

L’Antigone di Sofocle (testo completo)

http://www.filosofico.net/antigonesofocle42.htm

Antigone : il Desiderio radicaleultima modifica: 2013-06-24T12:23:00+02:00da allan11
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