L’ORIGINE DEL MALE

Con il famigerato ’68 si è introdotta la politica nell’università.
La cultura della democrazia occidentale vive da allora una crisi profonda, dietro un’apparenza di liberazione e creatività.
Caduto il tradizionale confine tra l’accademia e la società, una miriade di rivendicazioni ha fatto irruzione nelle università, direttamente dalla società e dalla politica, scardinando un sistema senza proporne uno alternativo.
Nelle democrazie governate dall’opinione pubblica, la scuola non è più un’isola di libertà intellettuale, dove tutte le opinioni sono prese in esame senza restrizioni e pregiudizi, ma si è trasformata nel magazzino delle influenze più nocive prodotte dalla cultura popolare: prime fra tutte il relativismo e un malinteso senso dell’uguaglianza, uniti in un’intenzione morale.
L’apertura mentale si è così trasformata in chiusura: al sapere, ai valori, alle differenze, ai fatti.
L’università deve tornare ai classici occidentali della filosofia, della letteratura, dell’arte, della storia. Deve rimettere al centro i libri e il loro studio, perché l’apprendimento sui libri è il più grande contributo che un professore può dare ai suoi studenti. Deve rielaborare il concetto greco di educazione, che mira alla realizzazione del potenziale umano naturale e alla ricerca del bene attraverso la ragione.

L’ORIGINE DEL MALEultima modifica: 2017-07-03T01:10:13+00:00da allan11
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