ESSERE & APPARIRE

L’Americanismo, ovvero la globalizzazione, è quella *struttura* di organizzazione sociale che si estende e si dilata a *sovrastruttura*, producendo, insieme con l’economico, propriamente, anche il culturale e il simbolico, cioè l’immaginario e le forme generali della coscienza, individuale e collettiva.
Il primo effetto è che piano dell’Essere viene misconosciuto e, più spesso distorto con quello dell’Apparire, ossia il piano interiore e profondo della struttura del reale e quello esteriore della forme della coscienza individuale e collettiva vengono confusi.
Nel passaggio all’applicazione dell’informatica e delle macchine dell’informazione ai processi produttivi, alla distribuzione e ai servizi, questa nuova forma economica è ora riferita non al corpo e alla manipolazione di oggetti materiali di lavoro, bensì è riferita solo alla mente e ad operazioni logico-calcolanti su dati alfa-numerici.
A ciò conseguono i nuovi modelli di consumo diversi dall’epoca precedente (Fordismo-Postfordismo/Moderno-Postmoderno)
Si è cioè passati dal Moderno del CORPO al Postmoderno della MENTE.
Inoltre, l’informazione in un processo di lavoro organizzato non è mai solo descrittiva ma è sempre anche prescrittiva.
Ma è proprio in questa riduzione della coscienza e del lavoro mentale di massa ad operazioni precodificate di senso che si colloca il passaggio alla negazione della profondità della mente o meglio dello svuotamento di una soggettività, la quale nel momento stesso in cui viene valorizzata e messa in campo, è obbligata invece a rinunciare alla sua autonomia, ad una verticalità di percezione e di giudizio che dovrebbe aver le sue radici nella profondità del proprio corpo emozionale e nello stratificarsi della sua memoria.
Lo svuotamento della soggettività, il venir meno della sua profondità ha come effetto speculare la superficializzazione del mondo, un mutamento cioè storico-antropologico del sentire, per cui il mondo, l’esperienza del vivere, la vita sociale e individuale appaiono e vengono percepite necessariamente come una superficie frammentata, fatta di momenti ed eventi fondamentalmente slegati tra loro proprio perché non tenuti insieme da una struttura di profondità.
Così il postmoderno,la visione del mondo che afferma, per esprimerci con i termini della filosofia, che l’Essere è linguaggio, che non c’è nessuna realtà-verità oggettiva, che non ci può essere nessun pensiero forte e sistematico, ma che viceversa tutto è segno da interpretare attraverso altri segni, è legittimamente l’ideologia del postfordismo, in quanto è un modo di rappresentare e percepire il mondo che viene prodotto con lo stesso atto della produzione dei beni economici, materiali o immateriali che essi siano.
Ma ciò significa – e questo snodo io credo sia essenziale per la comprensione del presente – che, attraverso la colonizzazione della mente da parte dell’informatica organizzata a scopi di profitto viene prodotta e riprodotta, insieme al capitale, una tipologia capitalistica di soggettività. Tale tipologia di soggettività patisce lo svuotamento della sua concretezza di vita da parte dell’astratto capitalistico e della sua tecnologia e contemporaneamente la compensazione di tale svuotamento attraverso il sovrinvestimento, la sovradeterminazione, isterica e imbellettata, della superficie del proprio esperire
Così mentre partecipa dell’esaltazione ideologica collettiva dell’informatica, della partecipazione a una comunicazione generalizzata e dell’emancipazione dal lavoro che ne dovrebbe conseguire, soffre invece di vuotezza emotiva, di piattezza e d’indeterminatezza d’esistenza.
Svuotamento compiuti dal mondo dell’astratto ai danni del mondo della vita.

http://www.consecutio.org/2011/05/globalizzazione-postmoderno-e-%e2%80%9cmarxismo-dell%e2%80%99astratto%e2%80%9d/#fnref-183-1

ESSERE & APPARIREultima modifica: 2017-05-10T11:57:15+00:00da allan11
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