Narcisismo ovvero Autismo Fallico

Mentre il narcisimo primario è il sano amor proprio, questo termine descrive anche un problema specifico presente in una determinata persona, è spesso sinonimo di egoismo, vanità e presunzione e, applicato ad un gruppo sociale, indica l’indifferenza patologica nei confronti degli altri.  I narcisisti sono disumani (1). In psicologia, il narcisismo è, quindi, sia il volersi bene che quell’egocentrismo malato ed insano causato da un disturbo del senso di sè e quindi dal fatto che ci si percepisce in modo completamente distorto rispetto a ciò che si è nella realtà.

Nel mito greco, Narciso era un bel ragazzo che rifiutò l’amore della ninfa Eco e che, per punizione, fu condannato ad innamorarsi della sua stessa immagine riflessa nell’acqua e se ne innamorò talmente tanto che, a furia di  guardarla, cadde in acqua e morì.

Nel 1898 Havelock Ellis utilizzò il termine “narcissus-like” riferendolo alla pratica onanistica per cui la persona diventa il suo stesso oggetto sessuale. Nel 1899 Paul Nacke usa il termine in uno studio sulle perversioni sessuali, nel 1911 Otto Rank collega il narcisismo alla vanità e all’autoammirazione, nel 1923 Martin Buber pubblica “Ich und Du” in cui scrive che i narcisisti si relazionano con gli altri come se questi fossero degli  OGGETTI  invece che dei loro PARI.

Thomas dice che i narcisisti mostrano i seguenti tratti di personalità:  sono indifferenti verso gli altri, una esagerata concentrazione su se stessi negli scambi interpersonali, problemi nel mantenere relazioni durature e soddisfacenti, assenza di consapevolezza psicologica, assenza di empatia (disumanità), hanno difficoltà a distinguere se stessi dagli altri, sono ipersensibili agli insulti reali o immaginati, non provano senso di colpa, linguaggio del corpo altezzoso, adulano le persone che li ammirano e che li rafforzano, odiano coloro che non li ammirano, usano le altre persone senza considerare le conseguenze di questo utilizzo (opportunismo), fingono di essere più importanti di ciò che sono realmente, si vantano dei loro risultati e li esagerano, affermano di essere esperti in molte cose, non riescono a vedere il mondo dal punto di vista degli altri, non provano rimorsi e sono degli ingrati.

Sebbene la maggior parte delle persone possieda alcuni tratti narcisistici di personalità, il narcisismo patologico è la causa del disturbo narcisistico di personalità: il narcisista si sopravvaluta, vuole essere ammirato e si vuole affermare. I narcisisti, quindi, sono talmente presi da se stessi che non possono e non sanno amare nessun altro e non provano niente per nessuno.

Noi occidentali viviamo in una società molto narcisista che incoraggia a desiderare cose effimere ed inutili. Quando mancano i valori veri non si può essere in contatto con lessenza e così si costruisce e si investe solo sull’immagine di sè. I narcisisti hanno un problema che riguarda la loro identità, hanno perso il contatto con la propria essenza e compensano la vera identità, che resta sconosciuta, con  una falsa personalità che si basa su un’immagine che deve essere costantemente sostenuta dall’esterno. Lowen afferma che questo è il tipico problema delle società che hanno più ricchezza che saggezza per cui essere famosi ed avere successo è più importante della dignità, dell’integrità e dei valori umani.

Il narcisista possiede un ideale dell’Io  troppo elevato  e che è impossibile da raggiungere. Questo vuoto squallido ed angosciante, egli lo compensa occupandosi di ciò che vorrebbe essere invece di ciò che egli è e coltiva un’immagine di sè ideale che dovrà essere apprezzata, sostenuta ed accettata dagli altri in modo da ricavarne quel sostegno e quel plauso di cui ha bisogno per vivere.

Nella nostra soocietà ottusa ed acritica, i narcisisti sono considerati persone vincenti: sono alla moda, frequentano i posti giusti, si vestono come si conviene, si adeguano alle opinioni e ai valori esterni (conformismo) e non coltivano nulla di personale. Si convincono di poter essere ciò che appaiono e confondono essenza ed immagine, per poter  essere accettati ed accettarsi, devono rispecchiarsi negli occhi degli altri e ricavare un’immagine positiva di sè.

In questi soggetti mancano l’autostima e la consapevolezza del proprio valore e, in cambio dell’accettazione da parte degli altri, essi svendono la propria identità ed autenticità. Essi credono di essere perfetti, dicono quello che gli altri vogliono sentirsi dire e non possono mettere in discussione la propria immagine perchè aprirebbero il vaso di pandora che spalancherebbe le porte su quello che percepiscono come un “orrido abisso”.

Quando entrano in contatto con gli altri sono molto seduttivi e manipolatori ma sono condannati a piacere per piacersi e quindi non si curano degli altri in senso affettivo dal momento che gli altri sono solo degli specchi che devono sostenere la loro “farsa” sia pubblica che privata.

Sono personaggi molto lontani dalla realtà e coltivano un io ideale e se vengono attaccati usano l’aggressività per proteggere l’immagine che hanno dato di sè agli altri. A volte tale aggressività trova sfogo nell’omicidio. Mostrano una esagerata  “grandiosità” con tratti mitomani: usano una maschera per nascondere il loro vuoto interiore. Sono ANAFFETTIVI, non amano nessuno perchè non hanno mai avuto affetti veri e, quindi, non hanno sviluppato un Sè autentico capace di provare sentimenti profondi ed in grado di suggerire scelte sulla base di valori che sono possibili solo se esiste un IO  ben strutturato che valuta e sceglie.

Non sono in grado di assumersi delle reali  responsabilità che necessitano di scelte precise e di farsi carico delle conseguenze di queste scelte. Sono degli irresponsabili, dei bambini travestiti da adulti che vogliono stare sempre al centro del mondo in maniera quasi autistica, incapaci di relazionarsi e di confrontarsi con gli altri e di conoscere se stessi.

Nel narcisista non c’è un vero amor di sè ma solo il culto della propria immagine. Non avendo potuto godere a suo tempo di quello sguardo autentico della figura di riferimento (la madre) che potesse garantire il suo valore ed il suo senso di esistenza, lo cerca tutta la vita negli occhi degli altri  e si condanna a piacere agli altri incarnando valori che sono quelli socialmente accettati e premiati. Ha bisogno del contatto con gli altri ma è distaccato e formale perchè solo così può ottenere ciò che gli serve per vivere. E’ un camaleonte e cambia giorno dopo giorno adattandosi alle esigenze esterne.

Il narcisista è solo ed infelice e non può creare rapporti autentici perchè non conosce i propri sentimenti. E’ quindi costretto a divorare gli altri e li manipola per asservirli ai propri bisogni. Gli altri non vengono considerati, esattamente come un tempo qualcuno non ha considerato lui come qualcosa di prezioso, di unico e da amare. Ha dei genitori narcisisti, anaffettivi ed incapaci di amarlo. Per entrare in contatto con se stesso, il narcisista deve partire dal contatto col proprio corpo per recuperare quel sentire che ha ucciso e che lo ha reso disumano.

I narcisisti vogliono essere compresi ed accettati per ciò che sono, esattamente ciò che non è accaduto quando erano bambini e avevano dei genitori con delle aspettative troppo alte rispetto a quella che era la realtà. Da piccoli non sono stati capiti e non sono stati rispettati nei loro sentimenti e per guarire dovrebbero trovare qualcuno che li accetti nella loro interezza.

Il narcisismo non è solo una sofferenza mentale in sè ma sta alla base di ogni tipo di sofferenza mentale di cui costituisce il nucleo distruttivo. La distruttività narcisistica la si ritrova anche nelle forme mascherate di psicopatologia: tossicodipendenza e delinquenza comune.

Il narcisista ha bisogno di essere sempre considerato il migliore, è ambizioso e i suoi miti sono esteriori: successo, ricchezza, prestigio, bellezza, potere. Le sue aspettative sono delle utopie poichè tutto dovrebbe avvenire come egli desidera. Non accetta la frustrazione e cerca sempre continue conferme, è vulnerabile alle critiche, insicuro, arrogante e presuntuoso. dipende dall’approvazione altrui ed è improntato in modo irrealistico al controllo ed al potere. ecco perchè egli si dissocia dalla propria fragilità e dai suoi bisogni profondi che vengono percepiti come una minaccia per le proprie finalità di autoaffermazione, di successo e di possesso. La negazione dei propri errori, limiti e difetti, lo porta a rifiutare il sentimento della colpa reale, all’incapacità di amare, al cinismo e all’indifferenza. E’ separato dal suo vero Sè ed incarna un falso Sè grandioso ed illusorio. Non conosce la propria natura, non riesce ad esprimere le proprie potenzialità ed i propri talenti, non è consapevole della propria debolezza e dei propri reali bisogni.

Poichè non si conosce, egli sceglie, senza saperlo, ciò che è male per sè, prende strade sbagliate considerandole giuste, fa scelte inopportune e a causa di questa grande illusorietà, raccoglie frutti opposti a ciò che crede di aver seminato. Le esperienze fallimentari sviluppano  nel narcisista un’immagine di sè impoverita, senso di inferiorità e di vergogna, in contrasto col modello ideale grandioso che sta alla base delle sue motivazioni ed una immagine della realtà negativa, potente e minacciosa che produce paura ed avversione.

La relazione disfunzionale con se stesso e con il mondo crea (nella sua mente) conflitti interni ed esterni, complessi di inferiorità e di abbandono ed emozioni dolorose come paura, rabbia, impotenza e vergogna che lo spingono a scelte compensatorie di tipo materialistico ed edonistico. Il narcisista corre dietro alle lucciole dell’avere, del successo esteriore e dell’acclamazione altrui e compie delle azioni che sono in contrasto con la sua vera natura, con i veri bisogni e valori dell’esistenza.

Il narcisismo è un disturbo della strutturazione della personalità ed è generato da una patologia del super-io, ovvero dalla  disfunzionalità o dall’assenza di quella parte della mente che impone i limiti morali, le regole e le normative realistiche. Se manca un super-io ben strutturato manca anche il senso del dovere e del senso morale, abbiamo un abuso del principio di piacere ai danni del principio di realtà con una conseguente assenza di capacità autocritica e di visione realistica delle cose che è fonte di un rapporto disfunzionale con la realtà e con il prossimo. Da questo rapporto disfunzionale nasce il senso di inadeguatezza che indebolisce l’autostima ed il rapporto con la vita.

La psicoterapia vuole trasformare le più profonde strutture disfunzionali della mente narcisistica che consistono nell’inconsapevolezza e nei fattori egoistici tra cui  orgoglio, avidità e volontà di potenza. Il sintomo può essere risolto solo se cambia la strutturazione mentale. Il narcisismo (borderline e nevrotico) si radica nell’infanzia e nella relazione genitori-bambino quindi bisogna indagare, ancora una volta, la sfera personale antica della vita infantile e la qualità delle relazioni genitoriali interiorizzate.

L’esordio sulla scena dei narcisisti perversi è teatrale poichè usano le loro migliori maschere per riuscire a fare breccia nel cuore del/della malcapitato/a ma questo atteggiamento serve solo a fidelizzare la preda. Poi si passa alla violenza psicologica e poi al silenzio che è uno strumento cui fanno ricorso per annichilire emotivamente la vittima.

Il gioco perverso consiste nel “prima ti do tutto e poi ti tolgo tutto”. Essi non si assumono la responsabilità di nessuna azione che pongono in essere, non sbagliano mai, hanno sempre ragione e la colpa è sempre degli altri e delle loro vittime in particolare. Se la preda decide di restare, entra nel gioco perverso. Non sopportano che li si sfidi oltre certi livelli e quando alzano il tito per indurre la preda a sottrarsi (perchè allettati da altre e più succulente prede), la resistenza e l’indifferenza scatenano i loro peggiori istinti.

Molte donne vivono queste relazioni malate come una sfida e non si arrendono a mollare l’osso sperando di poter ribaltare la situazione a proprio favore ma si tratta di un errore micidiale perchè i narcisisti alzano il tiro con la violenza ma non cambiano. i problemi si possono risolvere solo se le parti in causa si considerano impegnate nella relazione, se nutrono un interesse autentico l’una nei confronti dell’altra e se si riconoscono reciprocamente lo stesso valore.

Nelle relazioni dipendenti, sin dall’inizio, impegno, interesse e parità di valore, mancano alla base. Il rapporto è improntato su una forte e rigida complementarietà con un partner che si percepisce dominante e l’altro che subisce  più o meno consapevolmente questa definizione e si sforza per conquistare amore e approvazione. Ciò avviene perchè il partner debole agisce in buona fede sulla base dell’errato presupposto che “se avrò pazienza e mi comporterò bene, l’altro cambierà”. Oppure “l’altro mi ignora, mi punisce o mi maltratta perchè io non faccio abbastanza”.

E’ un rapporto frustrante e sbilanciato e se il partner è un narcisista perverso, il sistema diventa un gioco al massacro, un tribunale malato che condanna il dipendente affettivo ad espiare ogni giorno di più la propria inadeguatezza. Nella dipendenza affettiva, la relazione non esiste. Il dipendente affettivo finisce per concentrarsi su di sè, sui propri errori, sul proprio dolore e perde la percezione realistica.

Il narcisista è instabile ed avulso dalla realtà e dalla relazione. Nella mente del narcisista l’altro non esiste, non esiste come interlocutore e non esiste come persona ma è solo uno specchio ed un oggetto che gli serve per convalidare la propria immagine ed arricchire una narrazione egocentrica che necessita di vittime da sacrificare alla propria personalità despota, tirannica e dittatoriale.

Il narcisista e la sua partner sono due ciechi incapaci di vedersi l’un l’altro che presuppongono l’esistenza di un amore che è solo la proiezione dell’incapacità di amare qualcuno all’interno di una realtà appagante, condivisa e progettuale. Talvolta i narcisisti perversi chiedono ai loro/alle loro partner un resoconto delle sensazioni sperimentate all’interno della relazione, non si danno mai completamente e spesso si circondano di mistero.

All’inizio, il/la narcisista si comporta come se fosse l’uomo/la donna ideale ed è proprio questo ciò che attira la sua preda che ben presto diventa un suo strumento, una sua creazione. I  problemi veri cominciano con la convivenza: il narcisista non vuole che gli altri entrino nel suo spazio perchè quello è il suo spazio vitale, chiede la vicinanza dell’altra persona ma è come se ci fosse un cerchio che non può essere oltrepassato e se l’altra persona si spinge dentro il cerchio, il narcisista la respinge tanto più violentemente, tanto più l’altra persona cerca di entrare.

Il narcisista ritrova sicurezza nelle relazioni superficiali perchè solo nelle relazioni superficiali egli riesce a dominare mentre teme le relazioni impegnative che potrebbero smascherare la sua vera natura.

Dopo aver accalappiato la vittima/preda di turno, comincia a minare la sua autostima con l’obiettivo di annullarla, umiliarla, ferirla e di annullarne la personalità. I narcisisti sono dei burattinai che muovono i fili delle loro marionette ed il loro approccio è di tipo predatorio.

Se la vittima/preda risponde con un no alle loro richieste, cominciano i guai. La violenza esplode se la vittima/preda li mette in discussione ed essi giustificano i propri comportamenti, qualsiasi essi siano, colpevolizzando la vittima e non assumendosene la piena responsabilità.

Il dongiovannismo e la ninfomania (che sono due perversioni sessuali speculari e conseguenza dell’impotenza e della frigidità ) sono due  comportamenti caratterizzati da una ricerca continua e compulsiva di nuovi partner. L’assenza di stabili investimenti affettivi esprime la difficoltà ad instaurare relazioni affettive mature ed un bisogno di ottenere conferme a livello narcisistico.

Utilizzando la LOGICA, possiamo fare delle interessanti deduzioni. Se i narcisisti patologici USANO le altre persone  come OGGETTI  per soddisfare i propri bisogni, a questa categoria appartengono tutti i cosiddetti “predatori seriali e non” esistenti sulla faccia della terra  e cioè:

– i seduttori e le seduttrici seriali che abbandonano la preda dopo averla sedotta

– i pedofili che scelgono prede facili e cioè i bambini

– gli imprenditori che sfruttano i loro dipendenti e che poi li buttano nel cesso quando non servono più

– gli assassini per i quali gli altri sono solo ostacoli da eliminare

– i violentatori che essendo degli impotenti si eccitano usando la violenza

– i ladri che sono spinti dall’avidità

– i colonialisti che hanno fatto scempio delle popolazioni conquistate

– i dittatori che vogliono imporre la propria volontà di potenza sugli altri

– gli stalker che vogliono imporsi nella vita dell’altro non rispettando la sua volontà

 

Jack lo squartatore era un serial killer cioè un predatore seriale. Forse non tutti sanno che ebbe un rapporto terribile e devastante con la propria madre e che era impotente pur essendo sposato. Odiava le donne perchè non riusciva a penetrarle e così compensava la propria frustazione squartandole con un coltello (surrogato fallico). Jack lo squartatore uccideva le prostitute esattamente come coloro che amano definirsi “grandi seduttori” abbandonano le loro prede dopo averle sedotte.

I seduttori e le seduttrici sono dei serial killer dell’anima che fanno usa e getta  con le loro prede.  I narcisisti sono dei boia ed incontrarli è una sciagura perchè se li smascheri e dici la verità, ti distruggono perchè hai capito che sono dei CRIMINALI.

 

Gent.mo Sig. Allan11,

sono convinta che Lei sia talmente bravo nell’arte di scrivere, che non abbia alcun bisogno di COPIARE i testi degli altri per postarli sul Suo bellissimo Blog.

Per questo motivo, La invito a cancellare immediatamente l’articolo “Narcisismo-autismo fallico” dal momento che tale articolo è stato da me scritto e pubblicato con il titolo di “Il narcisismo è un killer” sul sito NETEDITOR molto tempo prima che lei lo scopiazzasse e lo postasse sul Suo pregevole Blog.

La informo che il MIO articolo è un testo depositato presso il tribunale di Roma e, quindi, protetto contro il PLAGIO.

Ovviamente ho già segnalato l’abuso da Lei perpetrato nei miei confronti e a mio danno presso la Community di Virgilio.

La prego vivamente di rimuovere SUBITO il MIO articolo da questo Blog oppure mi vedrò costretta ad adire alle vie legali.

Cordiali Saluti

Carmilla – Neteditor

Narcisismo ovvero Autismo Fallicoultima modifica: 2015-02-25T00:35:12+00:00da allan11
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2 pensieri su “Narcisismo ovvero Autismo Fallico

  1. Gent.mo Sig. Allan11,

    sono convinta che Lei sia talmente bravo nell’arte di scrivere, che non abbia alcun bisogno di COPIARE i testi degli altri per postarli sul Suo bellissimo Blog.

    Per questo motivo, La invito a cancellare immediatamente l’articolo “Narcisismo-autismo fallico” dal momento che tale articolo è stato da me scritto e pubblicato con il titolo di “Il narcisismo è un killer” sul sito NETEDITOR molto tempo prima che lei lo scopiazzasse e lo postasse sul Suo pregevole Blog.

    La informo che il MIO articolo è un testo depositato presso il tribunale di Roma e, quindi, protetto contro il PLAGIO.

    Ovviamente ho già segnalato l’abuso da Lei perpetrato nei miei confronti e a mio danno presso la Community di Virgilio.

    La prego vivamente di rimuovere SUBITO il MIO articolo da questo Blog oppure mi vedrò costretta ad adire alle vie legali.

    Cordiali Saluti

    Carmilla – Neteditor

    • Sinceramente non ricordavo minimamente da dove avessi preso questo articolo né tantomeno lo saprei ritrovare ma, stranamente, pare che lei ci tenga molto a reclamarne la paternità. Per quanto mi riguarda che fosse di qualcun altro lo si deduceva facilmente dal diverso STILE dei miei scritti. Comunque, visto che per lei è così importante che le sia riconosciuto l’imprimatur ho provveduto ad aggiungervi la sua risentita lettera. Se mi da gli estremi metto pure il suo nome, cognome, indirizzo, data di nascita, città, provincia, codice fiscale, partita Iva e quant’altro lei desidererà.
      Killereschi saluti.

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