Ayatollah giuridici, Neuroscienza & Fallacia narrativa

Chi afferma che un giudice emette sentenze in modo freddo e asettico senza risentire di emozioni, cultura, educazione, convinzioni ignora la base elementare della psicologia…
e non tiene conto delle recenti acquisizioni su pensiero e e consapevolezza emerse dalle scoperte nel campo delle neuroscienze….
il contenuto razionale e di consapevolezza segue e NON precede precede un’azione o un pensiero preso automaticamente sulla base di un kwow out neurologico pervaso dai ricordi e intessuto di emotività….
le decisioni in primis sono emotive, il ragionamento non precede la decisione ma la segue per giusficarla e dare un contesto logico…

… la consapevolezza della scelta SEGUE E NON PRECEDE di 300millisec la scelta medesima sia che si tratti di azione o pensiero astratto….

…..l’Io giustifica la scelta fatta…. il cervello sottocorticale è gerarchicamente preminente sulle aree corticali….

Il problema , specie giuridico è che molte norme e leggi fondano il giudizio proprio sul presupposto che l’essere umano sia dotato di razionalità assoluta e quindi in grado di scegliere in modo corretto e quindi ogni deviazione da questa presuma un volontà a deviare. Ci sono ormai vari studi che dimostrano la fallacia nelle sentenze e giudizi delle corti a causa di bias cognitivi, ma ci si ostina , specie in Italia a perseguire , presupposti errati.

In campo giuridico, come in ogni altro campo, politico et cetera, si deve tendere a creare regole valide volte al controllo delle “autorità” preposte. In campo politico ad esempio questa funzione è svolta dalle opposizioni

E IN CAMPO GIURIDICO DA CHI SE LE SENTENZE NON SI POSSONO DISCUTERE ?

Su questi temi ci sono alcune pubblicazioni di Gigerenzer del Max Planc che mostra come sia estremamente facile emettere giudizi e sentenze errate. La filosofia del diritto ha iniziato in tempi recenti ad acquisire questi concetti e le conclusioni non sono ancora accettate dalla massa degli addetti ai lavori. Senza contare il crollo del concetto di libero arbitrio.

L’impianto stesso su cui si basa oggi la definizione di norma giuridica sta scricchiolando di fronte a elementi come ad es. la necessità del cervello di creare una catena casuale tra fatti proprio per poter inferire su questi . Tale necessità genera quella che io definisco FALLACIA NARRATIVA ovvero la costruzione di una narrazione che lega e giustifica fra loro fatti non necessariamente collegati ne collegabili

 L approccio verificazionista non osserva i principi epistemologici , opera una selezione probatoria e pone nelle premesse (l ipotesi accusatoria) la conclusione ;viceversa onesta’ intellettuale imporrebbe un approccio falsificazionista ….

Libero arbitrio, neuroscienze e consapevolezza, filosofia del diritto, bias cognitivi, euristiche, neuroscienze e pensiero giuridico, definizioni ontologiche obsolete e scricchiolanti. Se questi temi entrassero, con Popper e i cigni neri,  http://it.wikipedia.org/wiki/Il_cigno_nero_(saggio) nelle aule di giustizia (giustizia??), diventeremo un paese civile. È invece no. Le cronache suggeriscono di cominciare ad aver paura. Quando regole auree e fondamentali (principio di non colpevolezza, prova a carico dell’accusa, colpevolezza oltre ogni ragionevole dubbio) diventano fastidiosi inconvenienti da aggirare (poco importa il come ed il perché), il pensiero corre alla Francia rivoluzionaria ed al comitato di salute pubblica…….

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